Ljajic fuori dagli schemi di Mazzarri. Se non va al mondiale Cairo rischia di perderci sul mercato

di Marina Beccuti
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Adem Ljajic era spesso titolare con Sinisa Mihajlovic che, volente o nolente, era il pupillo del tecnico serbo. Un rapporto misto tra gioie e dolori, ma tra connazionali si capivano. Con l'esonero di Miha e l'arrivo di Walter Mazzarri le quotazioni del fantasista si sono quasi azzerate. Si mormora perchè in allenamento non fa quello che dice il mister. Sarà, ma visto che probabilmente non sarà ceduto fino al prossimo mercato estivo (lo Spartak Mosca lo vorrebbe, ma non va oltre ai dieci milioni di euro, contro il doppio richiesto da Urbano Cairo, ndr), non giocare per Ljajic significa anche rischiare il prossimo mondiale. E questo non aiuterebbe nemmeno il presidente, che vorrebbe far valere la clausola rescissoria che si aggira sui 25 milioni di euro. Per cui, prima o poi, Ljajic dovrà tornare in campo, sia perchè la sua fantasia rimane importante per la squadra, così per non svalutarlo. Potrebbe andare in prestito, sempre in Russia, considerando che il mercato è aperto ancora per una decina di giorni. Sarebbe la giusta soluzione per farlo giocare e poi, eventualmente venderlo a luglio, ma bisogna chiaramente trovare una squadra interessata a questa formula di cessione. Sicuramente Ljajic è un problema che va risolto a breve


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