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Per Millico ora sì che viene il difficile, ma anche il bello

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
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Vincenzo Millico
Vincenzo Millico

Ventiquattro gol e otto assist in campionato Primavera prima della fase finale, altri due nei play off e ancora un assist, altre due reti nella Coppa Italia di categoria con questo rendimento più il debutto in Serie A il ventotto febbraio nella gara con l’Atalanta Vincenzo Millico, 19 anni il prossimo 12 agosto, si presenta al calcio che conta. E’ già risuscito a strappare un contratto al Torino fino al 2023, ma è proprio solo il primo passo. Infatti, mister Mazzarri di lui alla vigilia dell’ultima partita di campionato ha detto: “Millico sta crescendo e si allena con noi e questo è importante. Deve, però, diventare più atleta poiché ha buone doti e per questo sarà nella rosa della squadra il prossimo anno. Durante la preparazione estiva dovrà fare ciò che di solito si fa meno nel settore giovanile e deve migliorare sotto certi aspetti. Io lo tengo in grande considerazione e se avessi avuto la possibilità lo avrei fatto giocare di più, ma ho dovuto considerare anche altri fattori rispettando tutti. Ad esempio, Falque è stato in panchina e quando il risultato è in bilico ci sono giocatori importanti che danno  maggiori sicurezze rispetto a lui che è un ragazzo e che magari per l’emozione di entrare non riesce a fare bene. I ragazzo ha fatto grandi cose in Primavera,  ma in prima squadra è un punto interrogativo”.

Durante la preparazione estiva Vincenzo sarà sotto stretta osservazione perché l’allenatore e il suo staff devono capire fino a che punto può essere già pronto per reggere il peso di stare nella massima categoria. Oltretutto Millico non ha ancora disputato nessun campionato o anche solo una parte con i cosiddetti grandi. Ha dimostrato di saper affrontare le difficoltà perché nelle ultime due stagioni gli sono capitati due infortuni, non gravissimi per fortuna, ma comunque abbastanza importanti da impedirgli di giocare il primo più di tre mesi e il secondo più di uno e mezzo. Nel febbraio 2018 la lacerazione del menisco laterale e a un anno di distanza, marzo 2019, la lesione al muscolo bicipite femorale della coscia destra. Entrambi sono stati superati perfettamente prova ne è che è tornato a segnare senza problemi, cosa fondamentale per un attaccante. Segnale che il ragazzo non si è fatto abbattere dalla sfortuna e che è determinato a diventare veramente un calciatore, ma come dice Mazzarri al momento è un punto interrogativo per una prima squadra.

Non basta ovviamente segnare anche tanto in Primavera poiché è tutt’altra cosa farlo in serie A, già solo gli allenamenti sono molto più duri sia da un punto di vista fisico sia sotto l’aspetto tecnico-tattico. E non basta neppure aver trascorso tutta la trafila nel vivaio granata, Millico vi è arrivato dopo aver militato per una stagione a sei anni nell’Atletico Mirafiori e le successive quattro nella Juventus, e aver vinto una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana della categoria Primavera. Le premesse fanno pensare che Vincenzo Millico stia per intraprendere una carriera importante se saprà inserirsi nel calcio professionistico prima di tutto con la mentalità giusta e una grande determinazione, quella che non ha avuto per lo studio avendo abbandonato la scuola per dedicarsi solo al calcio, e poi riuscendo a raggiungere gli standard che sono richiesti a chi vuole essere un calciatore, senza dimenticare che un po’ di fortuna ci vuole sempre, ma che va indotta a guardare con benevolenza nella propria direzione.


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