Venneri: “Mazzarri un allenatore formidabile"

di Marina Beccuti
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Ai microfoni di Radio Beckwith e TorinoGranata ha parlato lo speaker ufficiale del Grande Torino e delle partite ufficiali al Filadelfia.

A Stefano Venneri, che vive le situazioni granata da vicino, abbiamo subito chiesto qual è stato il cambiamento avvenuto dopo l’esonero di Miahjlovic: “Sinisa aveva fatto tanti pareggi e questo ha creato del malumore. Mazzarri ha altri metodi di lavoro, sta tantissimo in campo e si vede, considerando che le sessioni sono quasi sempre doppie. Il tecnico toscano era da anni nel mirino di Cairo per cui è stato scelto a colpo sicuro. In fondo sono arrivati quasi subito i risultati, s’è visto del bel gioco, e anche Belotti è tornato a segnare ed essere in forma. Ovvio che dopo due infortuni importanti c’era bisogno di tempo per riprendere la forma. Anche la difesa sta facendo bene, con N’Koulou che spesso sale in cattedra”.

C’è ancora speranza per l’Europa?

“Direi di sì, fino a che la matematica ci tiene ancora dentro, bisogna crederci. E’ tornato l’entusiasmo dei tifosi. Se non dovesse farcela, Mazzarri ci riproverà la prossima stagione, considerando che in estate potrà lavorare su una squadra decisa da lui”.

Venneri ha poi voluto ricordare: “In un evento in un club granata Rolando Bianchi, invitato anche lui (dove si è divertito a fare i cori pro Toro), ha voluto tessere le lodi di Mazzarri, uno dei mister che ha amato di più e con cui ha reso meglio. Il Torino ha scelto il tecnico giusto”.

Chissà, se Bianchi, dovesse appendere gli scarpini al chiodo, potrebbe lavorare nello staff granata: “Lui si sente ancora un giocatore e spera sempre di trovare una squadra dove giocare. Da che ho capito potrebbe poi seguire il corso allenatori”.

Che tipo è Mazzarri? “E’ uno che non parla molto e sorride tanto, però è una persona in gamba che sente molto l’ambiente granata. Ad esempio è venuto da me durante l'andata della finale di Coppa Italia della Primavera, giocata al Filadelfia, e ai gol dei granata si è alzato, stringendo i pugni. Si vede che ci tiene”.

Quale emozione per te a fare il cronista al Filadelfia? “Enorme, soprattutto rivederlo pieno di gente. Per non parlare degli spogliatoi, dove sono rimaste molte cose dell’epoca. Si respira ancora una magica atmosfera”.

 


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