ESCLUSIVA TG – Bachis (Tori Seduti): “Juric è l’allenatore giusto per il Toro. Ai preliminari di Conference ci possiamo arrivare”

19.02.2023 08:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Andrea Bachis
Andrea Bachis

Andrea Bachis è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Bachis è il presidente del club “Tori Seduti”, il primo club nato in Europa e gestito da chi è diversamente abile il cui motto è: “Non conosciamo barriere”. I Tori Seduti gestiscono gli accrediti riguardanti gli ingressi delle persone diversamente abili per le partite casalinghe del Torino FC, grazie ad un’intesa con la società granata. Con Andrea abbiamo parlato del Torino.

Il Torino è in un momento un po’ delicato della stagione, è al 7° posto e ha partite delicate da affrontare a iniziare da quella con la Cremonese, anche se è ultima in classifica e poi il derby e a seguire Bologna, Lecce e Napoli prima della sosta del campionato per gli impegni della Nazionale. Gare che possano fare la differenza per continuare la lotta per un posto in Europa. Lei come vede e come ha visto il Torino finora?

“Ho visto un Torino altalenante, nel senso che abbiamo fatto delle ottime prestazioni, ma altre mediocri anche con le cosiddette piccole squadre come il pareggio con l’Empoli in casa, la sconfitta con il Sassuolo o il pareggio con l’Hellas Verona oppure la sconfitta con lo Spezia. Tutti punti persi determinati perché oggi se avessimo vinto quelle partite ci troveremmo con una classifica migliore che potrebbe portarci in Europa. Tutto nasce dal fatto che il Torino è sprovvisto di un bomber, infatti la squadra crea gioco offensivo con Juric, soprattutto con gli esterni, però manchiamo di un finalizzatore che concluda queste belle azioni. Quindi il tirare in porta e l’avere tanto possesso palla, ma senza segnare gol in proporzione ci penalizza e ci fa avere una classifica di mezza altezza: non rischiamo assolutamente la retrocessione, ma sarebbe bello poter godere di un posto che ci compete com’è l’Europa”.

Quanto mister Juric sta incidendo sulla squadra e sulle fortune o meno del Torino?

Juric è un uomo di grande carattere, non è uno che si fa mettere i piedi in testa da nessuno e lo dimostra ogni volta nelle interviste sia in quelle a fine partita sia nelle conferenze stampa delle vigilie. E’ un uomo che sa il fatto suo. Quando vedo le partite allo stadio o in televisione mi accorgo che indica i movimenti ai giocatori e incide tantissimo sul risultato e sul gioco della squadra. Ha ottime idee di calcio, sa valorizzare molto i giovani e sa far crescere anche quei giocatori dai nomi sconosciuti che magari i talent scout portano nella speranza che si rivelino buoni giocatori. Juric è l’uomo giusto per questo tipo di risultati. Secondo me, avrebbe bisogno di un bomber e di due-tre giocatori di peso e sostanza in mezzo ai giovani in modo da creare un amalgama sufficiente per poter disputare un campionato importante. E’ un uomo che ha ottima incidenza sul gioco e sul comportamento della squadra in campo”.

Ultimamente qualcuno ha avuto da ridire su Juric, forse non tanto dal punto di vista tecnico e tattico, ma sulla questione del Filadelfia e della riapertura degli allenamenti ai tifosi. Dopo l’apertura del 7 febbraio non ce ne sono state altre e martedì sono comparsi striscioni proprio contro Juric. Lei sembrerebbe pro allenatore, ma in quale fazione sta effettivamente?

“Sono pro Juric sia per il gioco sia perché lo considero un potenziale allenatore che può portarci in alto in classifica. Detto questo ha fatto esternazioni personali quando gli era stato chiesto poiché non aprisse gli allenamenti al popolo granata. Il Filadelfia rappresenta quel punto d’incontro sociale da sempre, anche perché il tifoso del Toro vive di ricordi. Questa è un po’ la nostra “pecca”, ricordare la Storia è importantissimo, ma vivere solamente di ricordi è un’altra cosa anche perché il calcio è cambiato tantissimo per cui bisogna stare al passo con i tempi e molti tifosi non lo hanno ancora capito. Mi permetto di dirlo non con saccenteria, ma con estrema calma e sena alzare i toni. Inoltre non credo che sia Juric a decidere tutto e neppure se tenere i cancelli del Filadelfia chiusi o aperti ai tifosi, cosa che dipende anche dalla società che ha la gestione dell’impianto pagando l’affitto alla Fondazione Filadelfia. E la più grande pecca di questa società è il far giocare la Primavera addirittura fuori dalla provincia di Torino. Per me sarebbe fondamentale far ritornare a giocare la Primavera in città, magari facendola giocare al Filadelfia e se non si potesse farlo nel campo principale, perché potrebbe rovinarsi, almeno in quello secondario. Noi tifosi granata abbiamo bisogno di vivere tutti i giorni l’aria del Fila, che sia la Primavera o la prima squadra oppure l’allenamento. E’ sempre stato un trait d’union il Fila. Abbiamo perso due generazioni sugli spalti, ci son ancora i vecchi come me che hanno tra i 50 e i 70, 80 anni che hanno respirato quell’aria, ma un po’ per il fallimento, un po’ per la Serie B e altre cose che fa sì che manchino appunto due generazioni di tifosi, per fortuna si è ripreso anche a vedere ragazzi giovani sia in Maratona sia in altri settori e c’è stato anche il ritorno delle famiglie. Tornando a Juric, non è solo sua volontà tenere aperto o chiuso il Fila ai tifosi, ma anche della società. Credo che la società avrebbe bisogno di una figura importante che sappia essere il trait d’union fra lei e i tifosi. Ed è quello che manca al Torino”.

Per figura importante intende un ex calciatore, un tifoso illustre o un personaggio famoso?

“Una figura di riferimento che si sia creata un’immagine nei tifosi, non sto parlando del mio “Dio” Paolo Pulici, ma magari di uno un po’ più giovane ad esempio un Antonino Asta che comunque è nel settore giovanile. Ci sono degli uomini che possono essere il giusto trait d’union fra la società e i tifosi. Quando avevamo Giacomo Ferri lui era uno che parlava molto con i tifosi, ma ahimè non è stato più rinnovato il suo contratto e quindi abbiamo perso un trait d’union. Sono quelle figure forti che al tifoso piacciono e creano sostanza”.

Tornando alle partite, domani ci sarà la Cremonese in casa e il 28 in trasferta la Juventus. Da quando Cairo è presidente il Torino ne ha vinto solo uno e mai nessuno a casa loro. Lei come si pone nei confronti del derby?

“Come sempre sarò nel settore ospiti perché, secondo me, la squadra va seguita, incitata e aiutata sotto il profilo del tifo perché noi siamo sempre stati il dodicesimo uomo in campo. Il derby di quest’anno all’Alianz è un po’ particolare perché, e lo si è visto anche in Europa League con il Nantes che la Juve ha cali psicologici sia per le vicende fiori dal campo sia per qualche cosa che attiene anche al campo. Manca loro l’unione. E’ arrivato a svernare uno come Di Maria, che è un grandissimo calciatore ed è Campione del Mondo con l’Argentina, ma ormai è uno che ha dato tutto come era successo con Ronaldo che era stato autore di tanti gol, ma, secondo me, non sono quelli i giocatori che vanno presi. Poi ognuno fa le proprie scelte e non le discuto. Comunque andremo a trovare una Juventus, come era il Milan decotto della scorsa settimana anche se alla fine ha vinto, che non è al top della forma. Ho visto la gara con il Nantes e la Juventus solo a sprazzi ha prodotto gioco. Credo che con il nostro gioco potremmo innanzitutto evitare una figuraccia e mi auguro anche di portare a casa qualche cosa di più.  Sarebbe bellissimo uscire dall’Allianz con una vittoria, ma il derby è sempre una partita a se stante quindi vedremo. C’è anche un po’ di scaramanzia per cui non è facile fare un pronostico sul derby. Ci sarà poi tutta la questione finanziaria legata alle plusvalenze della Juventus, anche se penso che se una società viene incriminata e penalizzata di quindici punti dovrebbe essere, ad esempio, eliminata dalla Coppa Italia. E anche dalle coppe europee, c’è un’inchiesta della Uefa e si vedrà che cosa accadrà. Non voglio fare il tifoso a tutti i costi quindi analizzo il momento e vedo una Juventus in grande difficoltà, mentre il Torino ha bisogno di piazzarsi almeno per la Conference League e in caso di vittoria dell’Inter della Coppa Italia potrebbe essere a nostro appannaggio se manterremo il settimo posto”.

Ha detto che andrà a vedere il derby, i gruppi organizzati della Maratona hanno invece deciso di non esserci perché in disaccordo con il club bianconero sulle regole e condizioni per acquistare i biglietti che sono ritenute incompatibili e ridicole in particolar modo quella di registrasi sul sito della Juventus per cui tiferanno a distanza. Lei cosa pensa al riguardo?

“Io sono il presidente dei Tori Seduti e mi occupo dei diversamente abili. Gli affiliati al nostro club hanno il sogno di vedere il derby e non guardano se la Curva Maratona non va all’Allianz Stadium. Vivono una vita già difficile di per sé per la loro condizione fisica e sociale. E l’opportunità di vedere dal vivo il derby nello stadio della Juventus è come fare la trasferta più importante. Chi sono io per negargli questo sogno? Anzi, li appoggio. Poi non è cambiato nulla. Una semplice registrazione ad un sito per acquistare i biglietti mi sembra di routine al giorno d’oggi. Trovo la motivazione molto futile. Io sostengo la squadra ovunque vada. Ma la vita è fatta di opinioni. Ognuna è rispettabile”.

Lei è poco, moderatamente oppure tanto fiducioso che il Torino possa almeno raggiungere i preliminari di Conference League?

“Guardando la classifica odierna se l’Inter vincesse la Coppa Italia, ed è per questo che tifo Inter, noi ci potremmo arrivare. Ce la giochiamo con l’Udinese che anche lei è settima e con il ritorno della Juventus, ma dovremo vedere che cosa accadrà nelle aule di tribunale. Ci sono anche il Bologna e il Monza a 29 punti per cui siamo tutti lì. Mentre per l’Europa League la vedo molto, ma molto difficile. Sicuramente la Conference a livello di fatica fisica è una manifestazione estremamente difficoltosa e molto lunga e non vorrei che poi si ripercuotesse sul campionato. Però se vogliamo diventare una squadra al top dobbiamo essere abituati a giocare due patite a settimana per essere tra le grandi, diciamo fra le prime sette in Italia”.