Il Torino alla ricerca dell’equilibrio perduto: Juric non arrenderti!

03.10.2022 11:45 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
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Serve un equilibrio mentale al Torino. Poi di conseguenza ci sarà anche quello in campo che porterà a commettere meno errori e a tornare a conquistare punti con continuità. Le ultime tre sconfitte, alla quale va sommata anche quella con l’Atalanta su un totale di otto partite, con Inter, Sassuolo e Napoli hanno evidenziato che il Torino è fragile e non è ancora squadra. Oggi le parole dette da Juric alla vigilia della prima partita di campionato “abbiamo buttato al vento 40 giorni nei quali avremmo potuto lavorare meglio ed essere sicuramente più pronti”, riferendosi al periodo del ritiro nel quale la squadra che aveva perso tanti giocatori titolari senza che fossero ancora rimpiazzati, rivela tutta la sua verità sul fatto che “i calciatori non sono figurine che arrivano e li metti subito dentro e giocano”. Verità che è stata acuita dal fatto che la squadra ha un età media fra le più basse della Serie A e non sono arrivati tutti i giocatori che servivano “a centrocampo e in avanti” e questo ha fatto sì che “ci sono alcuni ruoli dove se succedesse qualche cosa soffriremmo di brutto la mancanza di qualcuno e poi veramente non si hanno sostituti e si farà fatica”, altre frasi pronunciate da Juric il giorno prima, 31 agosto, che chiudesse il calciomercato.  Calciomercato che una manciata di ore prima del gong gli ha aveva portato in dote Karamoh, che tre giorni fa, alla vigilia della sconfitta con il Napoli, il mister definiva “per me non è pronto, ma poi magari vediamo come va la partita e in un momento può essere utile”. E alla fine in campo lo ha mandato, all’85 esimo ha preso il posto di Singo, più per fargli riassaggiare il campo che per altro.

Il Torino dopo 47 giorni di campionato è ancora un cantiere aperto. Juric sta lavorando per cercare di assemblare la squadra e dare quell’equilibrio fondamentale per avere un gioco veramente produttivo. Adesso è iniziato il tour del force che porterà alla sosta per il Mondiale, contando anche la gara di sabato scorso con il Napoli, 9 partite in 44 giorni, compresa quella di Coppa Italia. Nei prossimi 8 match gli avversari saranno nell’ordine: Empoli, Juventus, Cittadella (Coppa Italia), Udinese, Milan, Bologna, Sampdoria e Roma. Servirà in campo il Torino che si è visto tenere testa all’Inter, ma senza commettere l’errore di subire il gol, evitabile, sul finire della partita e che in più abbia la capacità di creare e soprattutto realizzare gol. Altrimenti il rischio sofferenza sarà alto e i punti che saranno conquistati non molti. Arrivare alla sosta per il Mondiale senza aver ritrovato l’equilibrio che lo scorso anno, non senza superare difficoltà, era riuscito a far chiudere il campionato al decimo posto zavorrerebbe il lungo periodo, dal 14 novembre al 4 gennaio, di un peso che renderebbe più difficoltoso il lavoro facendolo essere meno produttivo in vista della ripresa, anche perché alcuni giocatori non ci saranno: Milinkovic-Savic, Rodriguez, Lukic, Linetty, Vlasic, Radonjic e Seck. Certo il mercato di gennaio potrà portare delle soluzioni, ma visti i precedenti anche estivi, è meglio non contarci troppo.

Juric in questa stagione voleva alzare l’asticella e provare a riportare il Toro in Europa, ma al momento prima deve ri-assemblare la squadra e vincere le scommesse sui giocatori che gli sono stati forniti. Sul fatto se potrà riuscirci o meno dipende da quanto i giocatori si sforzeranno di lottare con lui per migliorarsi.
Juric non dovrà arrendersi perché è lui il baluardo di spirito granata al quale tutti si aggrappano.