ESCLUSIVA TG – Pallavicini: “Il Torino è migliore con il 4-3-3 e non può prescindere da Belotti”

02.11.2017 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
ESCLUSIVA TG – Pallavicini: “Il Torino è migliore con il 4-3-3 e non può prescindere da Belotti”
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Giuseppe Pallavicini è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Pallavicini ha indossato la maglia granata dal 1974 al 1976. Con lui abbiamo parlato della sua ex squadra che dopo un periodo di difficoltà è tornata a vincere con il Cagliari e che domenica affronterà l’Inter.

La vittoria sul Cagliari ha scacciato quella che era diventata o stava per diventare una crisi per il Torino ?

“Una crisi? Non dobbiamo pensare che fossimo in crisi perché non eravamo messi così male in classifica, a parte le prime cinque che viaggiano velocemente poi ci sono altre cinque –sei squadre, compresi noi e la Sampdoria, che siamo lì a lottare per l’Europa. Secondo me con il Cagliari si è vista una cosa importante: quando c’è Belotti in campo la squadra si trasforma. Non si può dire che anche quando lui non c’era i ragazzi non si siano impegnai, ma seppur manchi un pochettino di gioco con il Cagliari c’è stato impegno, voglia, determinazione a voler vincere la partita e questo ci dovrebbe essere sempre. L’allenatore poi ha anche fatto una cosa importante cambiando il modulo di gioco e con tre a centrocampo questa squadra ha maggiore equilibrio con un centrocampista in più e un attaccante in meno”.

Quindi il 4-3-3, che Mihajlovic aveva utilizzato per quasi tutta la scorsa stagione, è più funzionale anche quest’anno del 4-2-3-1?

“Mah, penso di sì. Siamo un pochettino più coperti. L’allenatore in base anche ai giocatori che sono in forma fa la formazione, però, credo che se si va a giocare con le squadre fortissime non si può pensare di affrontarle con quattro attaccanti e solo due centrocampisti di cui uno, Baselli, che non è un incontrista perché l’unico ad esserlo è Rincon, ma da solo non si può pretendere che dia una mano a quattro attaccanti. Con questo modulo, il 4-3-3, l’anno scorso aveva fatto molto bene con Baselli, Benassi, Valdifiori, Acquah e Obi. Anche Valdifiori che è stato utilizzato con il Cagliari ha dato geometrie in mezzo al campo e un uomo in più si è visto e, infatti, non sono stati lasciati molti spazi, anche se abbiamo preso un contropiede su palla inattiva in occasione del gol dei sardi, ma per il resto avremmo potuto segnare noi la terza, la quarta e anche la quinta rete. La squadra si è dimostrata vogliosa, determinata e “cattiva” con questo modulo di gioco e si è visto qualche cosa di meglio”.

Anche con l’Inter sarebbe meglio che il Torino si schierasse con il 4-3-3?

“Certamente, anche perché i nerazzurri a centrocampo muscolarmente e fisicamente sono ben attrezzati. Non dico che giocando con il 4-3-3 si sia più difensivi perché si può attaccare lo stesso e si può andare a offendere con quattro giocatori con gli inserimenti di un centrocampista, ma la copertura dei sue esterni d’attacco in fase difensiva è maggiore diventando un 4-5-1. La mentalità che sta dando Mihajlovic è quella giusta, però, con le grandi squadre non si può giocare con due soli centrocampisti e quattro attaccanti, mentre con tre centrocampisti si dà un po’ più di copertura”.

Prima parlava di Belotti, dopo quasi un mese fuori per infortunio non è stato ovviamente quello solito, ma come l’ha visto in campo?

“L’ho visto pronto, anche se sotto l’aspetto fisico non é ancora a posto, ma è nomarle dopo ventotto giorni fuori per infortunio. Ma già domenica contro l’Inter sarà un giocatore ancora più fresco, voglioso e determinato. Nel Torino ci vuole un attaccante come Belotti perché con lui in campo le azioni, le geometrie, il modo di giocare, i tempi della manovra, la voglia, la determinazione e la “cattiveria” di tutta la squadra è diversa rispetto a quando lui non c’è. E’ un giocatore importante per il Torino e per la Nazionale, mi auguro che non si faccia più male perché senza di lui la squadra non é all’altezza. La società avrebbe dovuto tutelarsi in caso di assenza di Belotti e non prendere Sadiq che è troppo giovane per farne le veci e non è stato redditizio”.

Anche Niang non ha ancora fatto vedere molto, l’ha delusa?

“Sì, ma Niang é un giocatore da aspettare, anche se pensavamo tutti che potesse dare molto di più. Non ha ancora dato, ma è costato caro e che cosa dobbiamo fare? L’allenatore l’ha voluto a tutti i costi e crede in lui, anche se per me il giocatore non ha reso per le qualità che ha. Niang è un ottimo giocatore, ma finora nel Torino non ha fatto bene. Speriamo che a medio termine ci faccia vedere quello che sa fare. Sicuramente gli farà bene stare un po’ in panchina, anche perché appena è arrivato ha giocato tutte le gare ed è stato fuori solo in quella con il Cagliari ed è probabile che non giocherà anche con l’Inter. Ogni tanto per cambiare e dare a un giocatore la determinazione, la voglia e la grinta ci vuole fargli fare un po’ di panchina perché Niang non ha ancora capito che cos’è il Toro. Con il Cagliari non é stata fatta una buona partita, ma i tifosi hanno apprezzato la “cattiveria”, la voglia, la determinazione, il sacrificio per voler fare qualche cosa da parte dei giocatori in campo. Infatti, alla fine della partita ci sono stati applausi, ma non sono arrivati solo per la vittoria, ma anche per l’impegno messo da tutta la squadra”.

Che cosa s’aspetta dal Torino contro l’Inter?

“Mi aspetto solamente che rigiochi con la “cattiveria” e la determinazione vista con il Cagliari e che si veda anche un po’ di gioco, perché finora si è visto poco. Mi aspetto la “cattiveria” giusta e la fame per fare risultato, anche se sarà una partita difficile, però, nel calcio non si sa mai. Non é perché l’Inter è più forte che noi del Toro abbiamo perso già perso la partita, dobbiamo andare in campo e giocare come si deve e non come a Firenze o in altre partite”.