Gandolfo: “L’accoppiata Bava-Longo potrebbe ripercorrere quella di Petrachi con Ventura”

08.02.2020 14:32 di  Marina Beccuti  Twitter:    vedi letture
Gandolfo: “L’accoppiata Bava-Longo potrebbe ripercorrere quella di Petrachi con Ventura”
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Beppe Gandolfo, giornalista di spicco di Mediaset, è stato interpellato da TorinoGranata per parlare della svolta che ha portato Walter Mazzarri all’esonero e ha visto al suo posto Moreno Longo.

“Sarà un cammino longo longo, lo dico con una battuta, parlando del mio amico Moreno. C’è molto lavoro da fare partendo dal baratro delle ultime settimane. Non voglio pensare che sia soltanto un’operazione di facciata, ne abbiamo avuti con Lerda, Novellino, Camolese. Ci sono problemi molto più grossi, dopo quanto visto con Atalanta, e Lecce. La squadra non aveva stimoli, voglia di combattere. Moreno ha delle grandi capacità e doti, è un ragazzo giovane, che ha studiato e applica un calcio moderno, so che ha girato parecchio in Europa, tra Inghilterra e Spagna. Ha una buona preparazione tecnica, ma l’unica risposta la dà il campo”.

Un altro problema è che allena una squadra non costruita da lui, con un mercato piuttosto deludente.

La squadra non è fatta da lui, ma non è così scarsa, ma c’è qualità, è mancato il clima dello spogliatoio. Troppa arrendevolezza in certe partite, non posso pensare che sia questa la squadra. Non posso pensare che certi schemi fossero quelli visti, e c’era una mancanza di motivazione. Forse la preparazione fatta per l’Europa non è idonea adesso. Longo sta creando un certo clima, aver portato con sé anche Asta, che per il Toro ha dato tutto, non potrà che giovare”.

La squadra può aver giocato contro Mazzarri?

“Non ho mai creduto che una squadra giochi contro qualcuno, se mai qualcuno può non aver più creduto nel progetto, per cui sei portato a non dare il cento per cento. Comunque adesso i giocatori devono dare tutto in questi mesi che mancano alla fine del campionato, altrimenti non hanno mercato. Penso a gente come Meitè, per esempio”.  

E’ giusto che Longo al momento sia considerato solo con il ruolo di traghettatore?

“Credo sia positivo anche per lui, in quanto allena una squadra non sua, non ha niente da perdere, se òe cpse andranno bene, il merito sarà suo e del suo staff. Se i risultati saranno negativi in fondo è subentrato con una situazione assai difficile. Credo che manco lui avrebbe voluto un contratto più lungo. Si è rimesso in gioco nella piazza più difficile”.  

Con lui può essere che Cairo cominci davvero a pensare ad un progetto di valorizzazione dei giovani in prima squadra?

“Parlare di progetto abbinato a Cairo mi si rizzano un po’ i peli, magari però è arrivato il momento giusto. Nel mercato non ha preso nessuno per dare la colpa a Mazzarri. Spero ci sia un cammino di valorizzazione dei giovani. Credo in Moreno, Antonino e Moretti, che sono le persone adatte, anche se vorrei ancora vedere Moretti in campo”.

I tifosi vorrebbero che Cairo vendesse, lei cosa ne pensa?

“Innanzitutto parla solo il campo. Il presidente più odiato d’Italia, è Lotito, però la Lazio sta giocando bene. Il discorso è avere un progetto come l’Atalanta. Il Toro è il Toro a prescindere da tutto. A me piacerebbe che chiunque fosse il presidente, anche Cairo, lasciasse più liberi i collaboratori. Dovrebbe prendere altri dirigenti, anche Cairo potrebbe giovarne. Non può occuparsi di tutto, dovrebbe portare altre figure con libertà di movimento. Petrachi e Ventura gestivano loro la squadra, vorrei rivedere un tandem come il ds e l’allenatore appena citati, con Bava e Longo, insieme ad Asta. Più un paio di altre figure importanti. Puntando soprattutto sui giovani. Al tifoso non interessa il grande nome ma butta il cuore oltre l’ostacolo”.