Venesia (tifoso del Toro): “E' doveroso dare Praet a Juric. Magari Cairo vende il club. Punto sul Toro in Champions”

24.07.2022 17:45 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Dall'inviata a Kitzbuhel Elena Rossin
Enrico Venesia
Enrico Venesia
© foto di Elena Rossin

Enrico Venesia, tifoso del Toro da sessant’anni, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Ecco che cosa ha detto sull’attuale squadra allenata da Juric:

Il Torino ha fatto tredici giorni di ritiro e tre amichevoli con quella di ieri vincente sul Trabzonspor e le prime gare ufficiali saranno la Coppa Italia il 6 agosto e il campionato il 13 e Juric aspetta ancora i rinforzi essendo arrivati solo Bayeye e Radonjic più la conferma di Pellegri. Come ha visto la squadra e cosa ne pensa dei pochi volti nuovi finora arrivati?

“La squadra con il Trabzonspor l’ho vista bene e penso che la prossima settimana sarà quella decisiva per quanto riguarda gli acquisti. Secondo me, è doveroso dare Praet a Juric. Per il resto lascio alla fantasia di Cairo e Vagnati, che certamente non si metteranno contro Juric perché sanno che alle volte il silenzio fa più male delle parole, come ha detto Gandhi, e l’attuale silenzio di Juric è eloquente”.

Lei, dopo la cessione di Bremer, si aspettava che arrivasse qualche rinforzo a stretto giro di posta?

“La cessione di Bremer è dal punto di vista del bilancio positiva. Detto questo, se si tratta di tre-quattro giorni sono propedeutici a non farsi, passatemi il termine, “fregare”. Dopodiché João Pedro a due milioni d’ingaggio lo potevamo portare a casa per cui lo ritengo un acquisto mancato, anche se Juric sostiene che è più comodo far crescere dei ragazzi poiché in qualche maniera poi te li ritrovi. Non mi è dispiaciuto Radonjic raccomandato da Lukic. E’ la prima volta che vedo Juric da pochi metri ed è spettacolare, un allenatore fantastico non come altri che non mi piacevano molto e che si sono visti in passato, anche se erano tifosi del Toro come Lerda però non basta essere tifosi per essere allenatori da Toro. Discorso differente per Longo e Nicola, che avevano ereditato situazioni catastrofiche e bisogna dire loro grazie per averci salvato dal retrocedere: hanno fatto un miracolo. Adesso vediamo senza Belotti, non averlo più è una grave perdita a mio parere, ma è una perdita che data Bormio quando Cairo non acconsentì a cederlo al Milan, c’ero fino alle tre del mattino ed evidentemente è stata una situazione che poi non è andata giù e la proposta d’ingaggio che recentemente era stata presentato dal presidente al “Gallo” non è bastata a convincerlo e adesso mi aspetto di tutto da Belotti. Non capisco il suo silenzio perché poteva andare via, visto quello che ci ha dato e gli abbiamo dato noi tifosi, in maniera diversa … poi non so … sono cose così. Il Toro, al di là di Cairo, deve essere di tutti. Così come deve crescere la squadra deve anche crescere il pubblico. Noi nel 1976 (l’anno dell’ultimo scudetto), eravamo un tutt’uno, mentre oggi non è ancora iniziato il campionato e c’è più gente che mugugna e critica di chi è positivo e questo, secondo me, non va bene”.

Juric ha detto che vorrebbe riportare il Toro in Europa, come le è sembrato questo intento?

“Juric è convinto, è ambizioso. E’ convinto delle possibilità che si hanno, del blasone Toro ed è consapevole delle difficoltà della squadra. A uno convinto non gli si può spegnere l’interruttore, ma è chiaro che lui non inizierà il campionato se non gli arriveranno i giocatori che gli servono: almeno questa è la mia opinione. Gli ho parlato ….”

Che cosa vi siete detti?

“Ha le giuste ambizioni e queste devono essere corroborate da una struttura. I plinti (basi poste sotto i pilastri di un edificio, ndr) bisogna farli bene altrimenti le case cadono”.

Finora chi l’ha impressionata di più fra i giocatori?

Vojvoda ha acquisito tutto ciò che d’importante Juric gli chiede, così come Lukic, mentre, detto in senso assolutamente buono del termine, “cavallo pazzo Aina” con lui non si sa che cosa può capitare. Gli altri bisogna vederli. Izzo è sempre un grande punto interrogativo: se vuole andare, vada, ma se vuole restare allora resti perché il giocatore c’è, però allo stesso tempo c’è qualche cosa che non va. Anche Djidji, tutto sommato, sta facendo bene. E Horvath, non perché ha segnato due gol, ma non mi dispiace.”.

C’è qualcuno che l’ha delusa o che da lui si attendeva qualche cosa di più?

Zaza, ma non da adesso perché è da un po’ che non è utile alla causa. Purtroppo Segre, anche se è un nostro figlio del Fila, non lo vedo ancora pronto, ma non vorrei che facessimo con lui lo sbaglio che è stato fatto con Aramu che nel Venezia sta facendo bene. Uno, invece, che mi ha deluso è Verdi. Ci manca un difensore centrale, è vero che c’è Zima, però è giovane e deve farsi come era accaduto a Bremer. Noi pecchiamo nell’asse centrale della squadra. Ci serve un portiere, un difensore centrale appunto, il centrocampista lo abbiamo, ma mancano il centravanti e i due trequartisti titolari. Comunque con i Trabzonspor non mi ha deluso nessuno e non per la vittoria per tre a zero con i turchi faranno i preliminari di Champions e hanno in rosa giocatori come Hamsik. Ma noi abbiamo giocato con la filosofia di Juric che è perfetta. L’anno scorso abbiamo messo tutte le grandi squadre in difficoltà e ci siamo divertiti. Ritengo che Cairo di fronte a questo divertimento dovrebbe in qualche modo accontentare Juric. Magari poi il presidente vende il Torino, per me c’è questa possibilità e c’è qualcuno che lo sostiene, quindi non è una possibilità così remota perché è stata fatta una due diligence e fuori dal mondo del calcio quando si fanno questo tipo di  analisi o si compra un’azienda o non la si compra per cui adesso sta a lui decidere cosa fare altrimenti non avrebbe fatto vedere ad altri i conti di una sua azienda. Comunque non so, da Cairo mi spetto di tutto”.

E dal Torino che cosa si aspetta?

“Io sono uno di quei pazzi che quando inizia il campionato gioca la cifra simbolica di 100 euro. l’ho già fatto in passato, e punta sul Toro in Champions. C’è chi li aveva puntati sul Leicester, perché non posso farlo sul Toro? Tifare Toro è una malattia, ho 63 anni e sono venuto a Kitzbühel in moto da Treviso per vedere il Toro, non sarà una distanza esagerata, ma è un viaggetto. Mio bisnonno era del Toro, lo è stato mio nonno, poi mio padre ed ora lo siamo io e i miei figli. Il Toro non si tocca”.