Atalanta, se l'Europa non arriva può essere diaspora

19.03.2019 10:46 di  Claudio Colla   vedi letture
Atalanta, se l'Europa non arriva può essere diaspora
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"Da un grande potere derivano grandi responsabilità": l'iconica frase rivolta a Peter Parker dallo zio Ben, una volta scoperta la capacità del nipote di agire come Spider-Man, riassume la condizione vissuta da quelle squadre che, partendo sulla carta da una prospettiva di medio respiro, si ritrovano a occupare una posizione di classifica che, a tre quarti di stagione, fa sognare ai propri tifosi un epilogo più roseo di quanto inizialmente previsto. Ed è questa la situazione che lega l'Atalanta di oggi, proveniente da un grigio pareggio casalingo con la cenerentola Chievo, alle prospettive legate al mercato della prossima estate. Qualora infatti l'agognata qualificazione alla prossima Europa League, centrata già per due stagioni di fila, against all odds, non giungesse, si troverebbero sul piede di partenza molte delle star della squadra: a partire dal tecnico, Gian Piero Gasperini, che sogna una nuova chance in una piazza di primo piano, dopo il flop del 2011 alla guida dell'Inter, con la Roma ad aspettarlo, passando per Duvan Zapata (in foto), che la succitata Inter, al di là di costosissimi sogni di mercato come quello legato a Lewandowski, vede come possibile erede di Icardi; analogamente, Josip Ilicic, che piace alla Roma e in Bundesliga, potrebbe lasciare Bergamo, insieme al difensore Gianluca Mancini, e ad almeno alcuni tra gli uomini di fascia, chiave del gioco del Gasp (Castagne, Gosens, Hateboer). Il tutto tra una possibile pioggia di plusvalenze e, come contraltare, il rischio di una delusione cocente per il pubblico orobico. Con un progetto nel caso da rifondare: situazione che la dirigenza e gli scout neroazzurri hanno già dimostrato di saper fronteggiare con perizia.