Andare oltre il giro palla e lo scarico per essere più competitivi

Gli inserimenti con e senza palla e un maggiore supporto alle punte sono variazioni in tema d’attacco che possono rendere più imprevedibile il gioco offensivo del Torino.
06.09.2014 12:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Andare oltre il giro palla e lo scarico per essere più competitivi
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Un deciso passo avanti il Torino lo ha compiuto riuscendo a superare le difficoltà che lo tenevano ancorato a tentativi di gioco più che a un gioco vero e proprio e questo ha portato la squadra in tempi relativamente brevi a posizionarsi nella parte sinistra della classifica e a raggiungere persino l’Europa League. Adesso l’asticella si è alzata ed è iniziata una fase che per certi aspetti è anche più difficile: confermarsi e riuscire a rendere stabile il livello del gioco, a prescindere dai calciatori che per svariate ragioni hanno fatto bene e sono andati via.

 

La manovra con impostazione dell’inizio dell’azione dalle retrovie basata sul giro palla, non particolarmente celere, che punta a trovare gli spazi per gl’inserimenti con e senza palla ha avuto e avrà ancora la sua efficacia, così come lo scarico, soprattutto sul difensore di riferimento, però questo potrebbe non bastare per competere a livelli un tantino più elevati. Durante la manovra offensiva non sempre il sostegno alle punte è stato corale e questo ha comportato da una parte una facilità maggiore a livello difensivo quando il Torino perdeva palla, perché c’erano meno metri da recuperare per riformare la barriera difensiva a protezione della propria area, dall’altra però ha lasciato in alcuni frangenti un po’ troppo soli gli attaccanti senza fornire loro un supporto adeguato da parte dei centrocampisti e così qualche azione offensiva di troppo è sfumata.

 

Con giocatori come Quagliarella e Amauri, ma anche con Barreto, Larrondo e Martinez c’è un bisogno maggiore di aiuto alle punte, non basta quando gli spazi sono ermeticamente chiusi provare il lancio a scavalcare il muro avversario per sfruttare o l’altezza di alcuni attaccanti o la capacità di inserirsi e farsi trovare in area o a ridosso della stessa per poi inventarsi il tiro in porta. Giocatori che hanno qualità e anche quasi tutti una buona dose di personalità e visione del gioco come Nocerino, El Kaddouri, Sanchez Miño e Farnerud, senza scordare Darmian e Molinaro, che potrebbero andare di più sul fondo per crossare, hanno nelle loro corde la possibilità di supportare al meglio le due punte di turno aumentando il numero dei giocatori granata che devono essere marcati da parte degli avversari. Magari l’area finirà per essere un po’ più affollata e si dovrà giocare in spazi più ristretti, però chi ha fisicità ed esperienza come Amauri e Quagliarella ed anche Larrondo può ricavare vantaggi dall’altezza o chi sfruttando un baricentro più basso e rapidità come Barreto e Martinez alla fine possono trovare giovamento in una mutata tipologia di manovra offensiva, finendo per rendere più imprevedibile il gioco a patto che abbiano una buona mira al momento del tiro in porta e che siano adeguatamente supportati dai compagni.