Cragno, prezzo non insormontabile. Ma può volere il Toro?

02.06.2021 10:34 di  Claudio Colla   vedi letture
Cragno, prezzo non insormontabile. Ma può volere il Toro?
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Ammesso che sia questa l'estate in cui il Toro si debba porre il problema della successione di Sirigu, il quale, in definitiva, potrebbe decidere di andare a scadenza (è bassa d'altra parte, per ragioni puramente anagrafiche, la cifra che i vertici granata potrebbero ora come ora spuntare per il cartellino), e, se le cose andassero particolarmente bene lungo la prossima stagione, persino valutare un eventuale "rinnovo a vita", uno dei nomi più allettanti per il ruolo, sul taccuino di Davide Vagnati, è quello di Alessio Cragno.

Sfumata per un soffio la sua partecipazione a Euro 2021, avendogli Mancini preferito, davvero per un'incollatura, il partenopeo Alex Meret, presumibilmente sulla scia dell'esperienza internazionale già acquisita da quest'ultimo, il portiere del Cagliari, ventisette anni da compiere il prossimo 28 giugno, costa 14 milioni di euro. Un acquisto in tandem in cantiere, con Cragno e Joao Pedro diretti verso l'ombra della Mole? È presto per dirlo. Certo, contropartite tecniche come quelle rappresentate da Ola Aina e Soualiho Meité, entrambi di rientro dai rispettivi prestiti, potrebbero animare una trattativa di estrema convenienza per il Toro, ove la presenza del tecnico croato rendesse il color granata un rinnovato polo d'attrazione.

Ma, se mai vi fosse un'apertura, Cragno accetterebbe il Toro come destinazione? Dipende, sorgerebbe spontaneo rispondere. Accostato per anni ai top club d'Italia, dall'Inter (più interessata a nomi come Musso e Cakir) alla Roma (Mourinho non sembra vederlo tra le opzioni), passando per il Napoli (che dovrebbe però ancora affidarsi al duo composto da Ospina e dal succitato Meret, si fa ora un gran parlare dell'interessamento da parte della Fiorentina, che si tradurrebbe in realtà solo ove una big si facesse avanti, quattrini sonanti inclusi, per il polacco Dragowski. Altrimenti, lungo i lidi gigliati, il valzer dei portieri potrebbe non volteggiare. La questione, dunque, si coniuga su due assi: progetto proposto dal Toro, e alternative a disposizione per Cragno stesso. Certo, una piazza come Torino, rispetto a quel Cagliari a cui è ancora legato da tre anni di contratto (un milione di euro a stagione il suo attuale stipendio, che, se gli isolani vorranno provare a trattenerlo, andrà quanto meno adeguato), garantirebbe all'estremo difensore nativo di Fiesole una visibilità nettamente superiore, benché, paradossalmente, da una posizione di classifica magari del tutto analoga, o persino più modesta.

A margine, i soliti nomi: il parmense Sepe, il beneventano Montipò, magari persino un Silvestri invogliato a seguire Juric. Insieme a "sogni proibiti" come Perin o Pau Lopez. Dal canto suo, Cragno si porta in dote un quadriennio in rossoblù dal rendimento decisamente costante, con picchi d'eccellenza, inframmezzati altresì da infortuni non così infrequenti. E tante goleade evitate, grazie ai suoi interventi e alla sua rinomata reattività.