Il tempo è galantuomo, Longo aveva ragione sulla rivoluzione

20.06.2021 16:40 di  M. V.   vedi letture
Il tempo è galantuomo, Longo aveva ragione sulla rivoluzione
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© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

Chiuso il campionato con una salvezza che aveva del miracoloso per i tanti fattori negativi che potevano incidere, Moreno Longo è stato allontanato dalla panchina del Torino, che ultimamente sta dando forti segnali di poca continuità, già in passato sinonimo di stagioni altamente deficitarie. Una rosa ridotta all'osso per le esigenze tutt'altro che moderne di Walter Mazzarri, aggravata dalla situazione del lockdown che costringeva a giocare le partite ogni tre giorni, senza praticamente poter mai allenare la squadra e dunque puntando quasi esclusivamente sulle motivazioni. Longo ha vinto le partite che serviva vincere, gli scontri diretti in sostanza, una mossa azzeccata. Troppo giovane e inesperto, secondo alcuni. Niente di più sbagliato. L'ennesimo errore di una soceità che non sa più dove appigliarsi per risollevare le sorti del Toro.

Col senno di poi, certo, ma ci sono da considerare anche alcune situazioni concrete alla base di quella che sarebbe stata la conferma di Longo sotto la Mole: lui aveva chiesto una rivoluzione, cambiare molto per eliminare quei calciatori indesiderati e considerati causa primaria dei cattivi risultati, integrando gli elementi richiesti sul mercato sulla base dell'esigenza del mister. Chi fossero questi giocatori oggetto di tale rivoluzione non è dato saperlo fino in fondo, ma è chiaro che ora, a distanza di un anno, le sue considerazioni sulla rosa si siano rivelate piuttosto azzeccate. E intanto è stato lasciato andare via, lui si è rimesso in gioco prendendo l'Alessandria in una situazione tutt'altro che favorevole, conquistando la promozione che ai grigi mancava da quasi cinquant'anni. Aveva ragione lui, e il continuo ottenere gli obiettivi prefissati, dimostrano la validità di tale tecnico, il cui unico fardello ricade su un tentativo di portare alla salvezza il Frosinone, in Serie A, con una squadra totalmente inadeguata, un obiettivo impossibile. Il tempo è sempre galantuomo.