Torino rimaneggiato, ma troppo guardingo e così l’Inter vince

Gol partita di Palacio al 30’. Torino più propositivo nella ripresa, nel primo tempo Cerci e Immobile troppo isolati e poco serviti. Esordio di Vesovic tutto sommato positivo. Vives ammonito salterà la gara con il Napoli.
09.03.2014 18:57 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Torino rimaneggiato, ma troppo guardingo e così l’Inter vince
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Al termine di Inter-Torino rimane il dubbio che se i granata avessero osato di più soprattutto nel primo tempo, nonostante le defezioni in difesa e sulla fascia sinistra, forse non sarebbero usciti da San Siro sconfitti. E’ prevalsa nella preparazione della partita la prudenza di essere attentissimi nella fase difensiva e nel chiudere il più possibile gli spazi perché, senza gli squalificati Maksimovic, Glik e Bovo e gli infortunati Masiello e Pasquale e con Moretti in campo dopo undici giorni dall’operazione al menisco e l’esordio nel campionato italiano del giovane Vesovic, la preoccupazione principale era quella di non subire i colpi che Palacio, Icardi, Hernanes e Guarin potevano infliggere. L’idea di per sé non era sbagliata, però alla fine non ha portato frutti perché di ripartenze nel primo tempo se ne sono viste veramente pochissime e Palacio di testa al trentesimo ha comunque trafitto Padelli con un tiro beffardo, che se era volontariamente indirizzato in porta allora merita di essere inserito nelle cineteche, ma più probabilmente era un tentativo di servire Icardi appostato sul secondo palo, ma c’è da dire che anche sul primo c’era pronto Guarin ad avventarsi come un falco sul pallone per scaraventarlo in rete.

 

La troppa prudenza del Torino ha prodotto soprattutto nella prima frazione di gioco l’isolamento di Cerci e Immobile che non hanno quasi mai ricevuto palloni e non sono stati supportati dal centrocampo fin troppo preso a dare una mano ai difensori, infatti, Vesovic sulla destra e Farnerud sulla sinistra spessissimo arretravano a formare di fatto una difesa a cinque. Anche la scelta di non giocare con il trequartista all’inizio ha permesso a Cambiasso di non avere un uomo da marcare e quindi di concentrarsi sul gioco in modo da frenare le incursioni del Torino e far ripartire subito i compagni, non per nulla in occasione del gol di Palacio il passaggio è partito dai suoi piedi. Bravo anche Ranocchia ad essere sempre in anticipo su Cerci e Immobile. E anche la corrente alternata con la quale andava Guarin avrebbe potuto essere meglio sfruttata dal Torino che così avrebbe anche approfittato del fatto che sulla fasce Jonathan e Nagatomo non spingevano particolarmente e le iniziative nerazzurre erano soprattutto concentrate nella parte centrale del terreno di gioco. Nella ripresa i granata sono andati in campo più determinati e da quando (57’) è stato inserito El Kaddouri al posto di Kurtic Cerci e Immobile hanno avuto anche maggior sostegno, ma l’Inter è stata brava a tenere il ritmo del gioco non particolarmente elevato sfruttando il possesso palla che nel primo tempo si era avvicinato al settanta per cento e nel secondo si è assestato sul 62-63. Nel finale (85’) Ventura ha mandato in campo anche Meggiorini al posto di Basha, ma avere tre punte non è bastato per agguantare il pareggio. Qualche occasione il Torino l’ha avuta per segnare: Immobile al 14’ non ha sfruttato una maldestra respinta di Handanovic su tiro dalla bandierina e ha calciato altissimo; Kurtic al 48’ in contropiede non è riuscito a sorprendere con il suo tiro il portiere nerazzurro; Basha al 56’ su un ribaltamento di fronte ha provato il tiro che è finito poco oltre il palo; 59’ Cerci ha crossato in mezzo all’area e Darmian non è arrivato a impattare il pallone perché disturbato da un avversario così in due tempi Handanovic sì è impossessato della sfera; al 93’ punizione battuta da Cerci con El Kaddouri che ha calciato male, mentre avrebbe potuto servire Immobile che era in mezzo all’area e in una buona posizione per tirare in rete. Anche l’Inter avrebbe potuto incrementare il suo bottino e chiudere la partita: prima del gol Palacio al 26’ aveva ricevuto un cross da Guarin, che si era liberato della marcatura di Farnerud e Kurtic, e aveva depositato la palla sulla testa del compagno che aveva impegnato Padelli in un gran intervento; 42’ Cambiasso ha servito Hernanes che dalla distanza ha mandato la palla poco oltre il palo alla sinistra del portiere granata; 51’ ancora in evidenza Padelli che ha intercettato la sfera prima che Icardi servito da Cambiasso potesse tirare; 63’ punizione battuta da Hernanes con Palacio che ha calciato alto il pallone; 73’ Kovacic si è liberato di Tachtsidis  ed è andato alla conclusione, ma il tiro non era forte e Padelli non ha avuto problemi a parare a terra; 81’ Hernanes di destro ha provato a infilzare l’estremo difensore del Torino però la palla è uscita a fil di palo.

 

Alla fine la vittoria dell’Inter è meritata, perché nonostante sia una squadra che ha delle difficoltà, ha sfruttato al meglio la qualità superiore dei suoi giocatori e la paura del Torino nel primo tempo festeggiando così con la vittoria il suo centoseiesimo compleanno. Note positive per il Torino la prestazione di Moretti che è stato come al solito attento e capace a leggere le situazioni di gioco, vedendolo nessuno avrebbe pensato che era reduce da un intervento al menisco fatto la scorsa settimana. Non male l’esordio nel campionato italiano di Vesovic per di più avvenuto con la squadra in emergenza, in trasferta e con un avversario come l’Inter; il montenegrino è stato migliore nella fase difensiva, mentre in quella offensiva praticamente non si è quasi mai proposto, ma la sua prestazione evidenzia che è un giocatore che merita di essere rivisto. Meno bene Tachtsidis , alla sua seconda apparizione, è parso lento e impreciso e forse paga il fatto di giocare pochissimo. Nota negativa l’ammonizione di Vives (fallo su Palacio) che sarà squalificato per un turno e non giocherà lunedì prossimo con il Napoli.

 

Il Torino con i suoi trentasei punti è ormai salvo e deve imparare a osare di più perché anche oggi con l’Inter, nonostante tutto, poteva rendersi più pericoloso, ed è evidente che soprattutto il centrocampo avrebbe bisogno di giocatori di maggiore qualità che siano in grado di costruire l’azione offensiva supportando più concretamente le punte, ma comunque provare a impostare le partite puntando di più sulla fase offensiva potrebbe essere un ulteriore motivo di crescita per la squadra. Altro punto dolente dei granata è che se non segnano Cerci e Immobile non si realizzano gol, anche sotto questo aspetto un maggiore apporto da parte dei centrocampisti sarebbe auspicabile. Il prossimo avversario sarà il Napoli e per provare ad evitare la quarta sconfitta consecutiva il Torino dovrà sfoderare una partita tutta grinta e determinazione, perdere per perdere tanto vale farlo senza pensare prima di tutto a non subire troppi gol, ma per aver osato e provato a segnare.