Questo Toro è da blindare

16.12.2013 19:54 di  Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Gian Pietro Bossina per TorinoGranata
Questo Toro è da blindare
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Dieci punti nelle ultime quattro partite. Seconda vittoria consecutiva e Friuli espugnato dopo 29 anni. Settimo posto in classifica, settimo miglior attacco e sole due reti subite nell’ultimo mese. Numeri da capogiro per il Toro di Ventura, che dopo aver raccolto molto meno di quanto seminato, si sta finalmente togliendo qualche soddisfazione. Artefice di questa evoluzione è proprio il mister genovese che dopo tanto attendere può godersi i meritati elogi. Il nuovo sistema di gioco adottato da qualche settimana sta funzionando alla perfezione. La difesa sembra aver definitivamente assimilato il passaggio a tre e sta ritornando sui livelli dello scorso anno. Il centrocampo, guidato da un insostituibile Vives, riesce a garantire sia copertura alla retroguardia che sostegno all’azione offensiva grazie anche ad un Farnerud in grande spolvero. L’attacco, beneficiando di un sistema di gioco sempre più oliato, continua a segnare con regolarità. Nella vittoria di Udine si è anche assistito al debutto da titolare di Maksimovic. Il giocatore serbo ha offerto, come sottolineato dallo stesso Ventura, una prova di grande spessore, confermando le qualità che molti esperti gli attribuivano. Con lui Ventura potrà contare su un’ottima alternativa in più, soprattutto in considerazione della ormai imminente cessione di D’Ambrosio a gennaio. Con la partenza del terzino napoletano, Darmian potrà essere collocato più stabilmente sulla fascia destra con Maksimovic pronto a entrare nelle rotazioni difensive.

In questo contesto il sopracitato addio di D’Ambrosio da il la a nuove considerazioni. Sembra assodato che la forza di questa squadra sia la coesione e la comunione d’intenti tra allenatore e giocatori. Se la partenza di un giocatore non può certo minare questo rapporto costruito negli anni, è bene cercare al più presto di rinforzare le fondamenta di questo progetto. Come mai prima il Torino possiede numerosi giocatori di proprietà, non tutti però sono legati da contratti pluriennali. Qui di seguito il dettaglio della situazione:

Scadenza 2014: Berni, D’Ambrosio, Maksimovic (prestito più diritto di riscatto), Masiello, Pasquale (prestito), Brighi (più opzione per il rinnovo), El Kaddouri (prestito più diritto di riscatto), Vives, Meggiorini.

Scadenza 2015: Gillet, Gomis, Padelli, Bovo, Glik, Moretti, Scaglia, Rodriguez, Basha, Farnerud, Gazzi.

Scadenza 2016: Cerci.

Scadenza 2017: Darmian.

Comproprietà: Bellomo, Barreto, Immobile, Larrondo.

Questo quadro fa ben comprendere come sia molto il lavoro per i dirigenti granata esclusivamente per confermare l’attuale organico. In vista del prossimo giugno, oltre alle comproprietà da discutere ci sono anche le situazioni di Maksimovic, Brighi ed El Kaddouri da valutare. Se per i primi due è il Toro ad avere in mano la situazione sul giocatore marocchino esiste un diritto di contro riscatto da parte del Napoli che, qualora venisse esercitato, non lascerebbe spazio di manovra ai granata. Sempre in ottica giugno 2014 c’è un altro importante contratto in scadenza, quello di Giuseppe Vives. Non susciterà l’attenzione mediatica di D’Ambrosio, ma in questa prima parte di stagione l’eccezionale apporto del centrocampista è stato ancora più determinante di quello dell’ormai ex terzino. Una sua permanenza in granata è auspicata in primis da Ventura ma sarebbe anche il giusto premio per il centrocampista ex Lecce che si è sempre dimostrato assai utile alla causa. La maggior parte dei restanti giocatori andrà, invece, a scadenza nel 2015. Senza voler gettare inutili allarmismi visto il tempo a disposizione, sarà comunque bene agire in tempo per non trovarsi ad affrontare altre situazioni come quella di D’Ambrosio, visto anche l’importanza dei nomi in ballo. Ultima considerazione riguarda il duo Petrachi-Ventura anch’esso in scadenza a giugno del prossimo anno. I loro rinnovi paiono solo pure formalità. Meglio, però, espletarle presto perché, come anche i più incalliti detrattori di questa società avranno avuto modo di constatare, la continuità è la chiave del successo.