Carlo Nesti: “Siamo 7 miliardi di … Mourinho!” (Altri temi: teppismo europeo e stadio Milan)

16.12.2014 10:44 di  Marina Beccuti   vedi letture
Carlo Nesti: “Siamo 7 miliardi di … Mourinho!” (Altri temi: teppismo europeo e stadio Milan)
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Da alcune settimane, sono editorialista sportivo della Radio Vaticana, che, con un Papa appassionato di calcio, come Francesco, e con un Direttore ex cronista calcistico, come Luca Collodi, si apre proprio all’informazione sportiva, soprattutto in chiave etica e sociale. Ogni contributo testuale e sonoro viene inserito nella pagina it.radiovaticana.va/news/società/sport, e questa volta erano previsti i seguenti temi: il teppismo europeo, il nuovo stadio del Milan, e lo spot di Mourinho.

 

IL TEPPISMO EUROPEO

 

Da Ciro Esposito, prima di Fiorentina-Napoli, a Francisco Taboada, prima di Atletico Madrid-Deportivo La Coruna, abbiamo preso atto di omicidi, avvenuti ad una certa distanza spazio-temporale dagli impianti e dalle partite. In sostanza: la violenza c’è, ma si sposta, perché dappertutto è più difficile, fra misure di sicurezza e telecamere onnipresenti, colpire dove si colpiva una volta. C’è una violenza meno riconoscibile, che non appartiene al tifo, ma alla società, e trova nel tifo la valvola di sfogo. E c’è una violenza più riconoscibile, che viene metabolizzata dal tifo sportivo vero e proprio, estremizzandolo. In Spagna si sta varando un piano, che prevede addirittura il divieto di insulti. Credo, però, che immaginare lo stadio come un teatro porti ad una inutile “caccia alle streghe”, in quanto può indurre a criminalizzare persone, che solo occasionalmente si esprimono sopra le righe.

 

 

IL NUOVO STADIO DEL MILAN

 

In questo periodo, la compagnia aerea Emirates si è scatenata, perché¸ dopo l’Inghilterra con lo stadio dell’Arsenal, è partita all’attacco in Spagna e in Italia. Lo stadio del Real Madrid, da stadio Bernabeu, personaggio storico del club, diventerebbe stadio Emirates. Lo stadio del Milan sarebbe un nuovo impianto da 42 mila posti, ovviamente con riferimenti ben diversi, rispetto alle denominazioni San Siro, Meazza e simili. Molto realisticamente, se le società italiane vogliono tornare competitive, a livello internazionale, non possono che arrendersi all’evidenza. Ben 8 club, infatti, precedono, a livello economico, Juventus e Milan, e il Real Madrid, ad esempio, ha qualcosa come il doppio del fatturato: per semplificare circa 500 contro 250 milioni. L’ideale sarebbe non arrivare mai a cedere quote maggioritarie, come sta cercando di fare il Milan, e come non è riuscita a fare l’Inter, per scongiurare il rischio di snaturare l’identità del club.

 

 

LO SPOT DI MOURINHO

 

In uno spot natalizio, il privilegio della “trasparenza” viene attribuito solo a Mourinho, che ci mette la voce fuori campo, e ad una entità soprannaturale. La discutibile paternità è più dei proprietari della bevanda, che non dell’esecutore. Ricordiamo, peraltro, una delle sue frasi storiche: “Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto: una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e dopo Dio, io”. Mourinho è un grande allenatore, perché ha ottenuto 3 successi in campo europeo, e 17 nei vari campi nazionali. Nel rapporto mediatico, è chiaro che indossa una maschera, non bisogna mai prenderlo troppo sul serio, e, volendo proprio replicare, gli si potrebbe dire: “Caro Josè, davanti a Dio, tutti siamo speciali, perché ci ha creati unici e irripetibili, per cui rassegnati, perché di Mourinho, nel mondo, ne esistono almeno 7 miliardi!”.

 

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