ESCLUSIVA TG – De Biasi: “Fra Toro e Brescia tutto è possibile: gara da 1-X-2, ma se il Toro fa il Toro …”

09.11.2019 13:50 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Gianni De Biasi
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Gianni De Biasi
© foto di Imago/Image Sport

Gianni De Biasi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. De Biasi è un ex giocatore e attualmente allenatore e opinionista televisivo. Ha allenato i granata più volte tra il 2005 e il 2008 e prima è stato un giocatore del Brescia dal 1978 al 1983 e poi anche allenatore dal 2003 al 2005. Con De Biasi abbiamo parlato del difficile frangente che stanno attraversando le sue due ex squadre.

Che cosa pensa del Torino e del Brescia?

“Sono due squadre che stanno vivendo un momento non bellissimo. E’ sorprendente che il Torino dopo un discreto inizio vincendo con Sassuolo e Atalanta si sia un po’ arenato nelle ultime gare di campionato e che stia viaggiando a una media inferiore a quelle che erano le aspettative di tutti.
Il Brescia era partito bene vincendo la prima partita fuori casa con il Cagliari e poi ha avuto qualche battuta d’arresto e ha anche giocato una gara in meno (deve recuperare quella con il Sassuolo non disputata per la scomparsa del patron Squinzi, ndr), ma penso che stia facendo il campionato che deve fare, magari gli manca qualche cosa sotto l’aspetto dei punti, però, è una squadra che ha una sua organizzazione. L’ho vista giocare due-tre volte e non è male per niente e lì davanti appena Balotelli sarà a regime, visto che per squalifica ha saltato le prime quattro gare, sicuramente sarà una squadra che potrà fare bene e in più ha Donnarumma che ha già fatto quattro gol. Il Brescia ha sette punti come la Spal e, tutto sommato, credo che sia in linea con quello che di solito è il campionato di una neo-promossa che mancava dalla Serie A da otto anni. Sono molto sorpreso dall’esonero di Corini che non capisco, forse perché sono indietro rispetto a calcio di oggi o forse troppo avanti”.

Quali sono i reali motivi che stanno determinando le difficoltà di queste due squadre?

“E’ difficile conoscere le reali problematiche dei gruppi perché bisogna viverli dall’interno, mentre dall’esterno l’immagine che si ha non è certo in assoluto la realtà. Solo vivendo lo spogliatoio si capiscono le dinamiche, al di là di tutto, all’interno del gruppo squadra che sono poi quelle che fanno sì che la squadra renda al cento per cento o comunque vicino a questa percentuale oppure che spieghi il motivo per cui non riesca a dare neppure una minima parte del suo potenziale”.

Il Torino subisce tanti gol e ne fa abbastanza pochi e lo stesso Belotti non segna dal rigore con il Parma del 30 settembre.

“La cosa che mi stupisce del Torino è che è una squadra che ha, più o meno, la fisionomia della passata stagione e, probabilmente, si è anche leggermente rinforzata dal punto di vista dell’organico per cui non so cosa ci sia a livello di gruppo, ma ho sentito qualche esternazione da parte di Mazzarri come quella dopo il pareggio con il Cagliari “appena ci hanno messo in difficoltà ci è venuto il braccino corto e ci siamo impauriti”, “è vero che la mediana non è brillante, ma è anche tutta la squadra a non esserlo” e anche “oggi abbiamo sofferto, ma prendiamoci il mattoncino che tutto fa perché in questo periodo si devono limitare i danni” e credo che il Toro non abbia ancora dimostrato tutto il suo potenziale. Sicuramente non è una squadra da Champions League, ma neanche da navigare nelle acque in cui si trova. Il giusto collocamento del Torino è intorno ai posti che portano all’Europa League, punto più o meno che però permette di essere lì. In questo momento, invece, il Toro ha reso meno di quanto si potesse pensare all’inizio del campionato”.

Il Brescia è una squadra particolare perché sta perdendo soprattutto in casa dove ha affrontato Juventus e Inter, e fatto un solo punto con la Fiorentina e nessuno con il Bologna.

“Adesso con il nuovo allenatore può essere che trovi un entusiasmo diverso. Comunque anche il Torino in casa è incappato in qualche scivolone inaspettato come la sconfitta con il Lecce, ma è pur vero che in trasferta ne ha fatti anche di più, viste le sconfitte con Sampdoria, Parma e Udinese e non considerando quella con la Lazio. E’ difficile fare previsioni, ma credo che sarà una partita che se il Toro la farà da Toro vero potrà sicuramente anche vincerla”.

I tifosi del Toro sono sul piede di guerra avendo scritto un comunicato nel quale chiedevano l’esonero di Mazzarri e affisso striscioni con la scritta Cairo vattene oltre ad aver fischiato la squadra dopo le gare con Cagliari e Lazio. In un clima di questo tipo è ancora più complicato uscire dalle difficoltà?

“Sì, c’è bisogno della compattezza dell’ambiente per cercare di rimettere in piedi questa stagione perché c’è veramente la necessità di rialzarsi e di tornare a disputare un campionato orgoglioso, com’è stato quello della passata stagione. Il problema di fondo è che ripetersi non è facile, però, bisogna farlo lavorando sulla testa dei giocatori. E’ questo il lavoro vero che si deve fare al di là di quello che può essere l’aspetto tecnico-tattico perché serve un lavoro psicologico importante sul gruppo squadra”.

Ora la partita con il Brescia poi la sosta per gli impegni della Nazionale e a seguire il match casalingo con l’Inter, se non arrivano prestazioni e punti la situazione si fa veramente complicata?

“Prima o poi si devono affrontare tutte le squadre e non c’è nulla di cui spaventarsi perché tutte le partite si possono giocare. L’Inter ha dimostrato di essere una grande squadra nei primi tempi, ma nei secondi si è visto, sia con il Barcellona sia con il Borussia Dortmund, che è stata rimontata e con i tedeschi pur essendo in vantaggio di due gol. Questo per dire che va messa in campo una squadra che fa una grande prestazione, che corre, che pressa, che lotta e che faccia un po’ come il Torino nel derby che ha sì perso, ma non ha fatto male e ha disputato, senza ombra di dubbio, la migliore prestazione dell’ultimo periodo”.

Conoscendo Cairo, Mazzarri in caso di brutta prestazione con il Brescia e ancor più di sconfitta rischia l’esonero?

“Non lo so, ma è chiaro che noi allenatori siamo legati ai risultati, quindi, se non arrivano per quanto si possa lavorare anche bene diventa difficile difendere il tecnico, soprattutto se la piazza è in subbuglio e se la tifoseria chiede la testa dell’allenatore. A forza di dai e dai la società può anche prendere questo tipo di decisione. Dirlo adesso prima della partita mi sembra azzardato, ma se oggi Mazzarri perdesse ed essendoci la sosta per la Nazionale può essere il momento giusto per il cambio dell’allenatore, nel caso si dovesse arrivare a questo”.

Lei ha ricevuto sondaggi o chiamate da parte di Cairo o di qualcuno della società in questi giorni?

“No, assolutamente”.

Le proponessero la panchina del Torino accetterebbe?

“Prima mi dovrebbero chiamare e poi potrei dire se tornerei”.

Tornando alla partita, che cosa si aspetta da Brescia e Torino?

“Una partita dove le due squadre devono uscire da una situazione critica. Il Brescia che è ultimo in classifica, seppur con una partita giocata in meno, deve cercare di dare subito risposte al nuovo allenatore, ma, come dicevo, ho visto la squadra e gioca un discreto calcio, specialmente dalla metà campo in avanti non sono per niente male. Il Toro deve dimostrare di avere le qualità che si sono viste nella passata stagione. Belotti, che aveva iniziato bene, deve ritrovare la via del gol e poi, secondo me, bisogna rilanciare Zaza in via definitiva dandogli più fiducia, anche se oggi non sarà a disposizione per la distorsione alla caviglia. Comunque posso garantire che in Spagna, quando c’ero anch’io, nel Valencia ha disputato un campionato di tutto rispetto”.

Falque e Zaza sono infortunati per cui oltre a Belotti c’è Verdi, che finora ha reso meno delle aspettative, adesso ha l’occasione per far vedere che può essere determinante?

“Sì, sia lui che Zaza, come d’altronde tutti i giocatori, hanno bisogno di sentirsi accolti, stimati, apprezzati perché sono umani e hanno la necessità di ricevere come si dice in Spagna un minimo di “cariño” (affetto, ndr)”.

Fare un pronostico su Brescia-Torino è quasi impossibile, giusto?

“1-X-2, tutto è possibile”.