ESCLUSIVA TG – Forte: “Juric è motivato, ma il Torino è incompleto e servono due-tre innesti”

18.07.2021 06:30 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Dall'inviata a Santa Cristina Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Camillo Forte è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Forte è redattore del quotidiano “Tuttosport” e con lui abbiamo parlato dell’avvio del ritiro del Torino.

Dopo quattro giorni di ritiro a Santa Cristina e in precedenza qualche giorno di allenamenti al Filadelfia, quale prima impressione le ha fatto il Torino?

“E’ un Torino incompleto perché ci sono gli stessi giocatori dello scorso anno meno Belotti e anche Sirigu e Nkoulou, che ormai sono andati via definitivamente. Mentre Belotti resta un grosso punto interrogativo. Sono rientrati tanti giocatori dai prestiti che però hanno deluso nella passata stagione nelle squadre in cui sono stati. Vedo Juric molto motivato e questo può essere un aspetto positivo importante, se riuscirà a recuperare psicologicamente e anche fisicamente i giocatori che ha a disposizione. Se ciò avverrà allora il Torino potrà disputare un buon campionato e sicuramente non come quello dello scorso anno, però, per fare il salto di qualità serviranno due-tre acquisti oltre, ovviamente, la conferma di Belotti”.

Lei segue da tanti anni i ritiri e non solo quelli del Torino, che cosa sta dando in più Juric rispetto ad altri allenatori?

La speranza. Juric tutto dov’è stato ha sempre fatto molto bene e mi sembra quasi che venga considerato come un mago. Uno con la bacchetta magica, l’allievo di Gasperini che in questo momento è il top, e quindi  ha dato a tutti la speranza e visto come era la situazione prima è già una cosa importante”.

Quest’anno il campionato sarà preparato normalmente, non come il precedente condizionato da una sosta estiva molto breve a causa del Covid, questo può essere un aiuto in più per il Torino che deve far dimenticare le ultime due stagioni?

“Sì, ma comunque è un aiuto per tutte le squadre che quest’anno faranno i consueti ritiri. Sotto questo punto di vista si parte alla pari. E’ comunque un vantaggio per il Torino che ha un allenatore nuovo e ha così più tempo per poter mettere in pratica le sue idee. Però, come ho detto prima, servono due-tre acquisti e il Torino deve pendere almeno un paio di giocatori che Juric ha chiesto per poter andare avanti con il suo sistema di gioco altrimenti si rischia di fare come con Giampaolo lo scorso anno quando ha iniziato senza un trequartista e nel suo 4-3-1-2 era indispensabile e così si è dovuto adattare e abbiamo visto com’è andata a finire”.

Quali sono le pedine che mancano a questo Torino e che bisogna assolutamente che la società consegni a Juric?

“Un trequartista, possibilmente due. Però, anche con uno solo, e faccio l’esempio di Messias, può diventare fondamentale perché gli si può affiancare Verdi oppure Juric se ne può inventare un altro, ma uno di ruolo ci va. Il massimo sarebbero Messias e Ramirez, due grandi trequartisti, e allora a quel punto il discorso potrebbe cambiare”.

Belotti e Sanabria sono gli attaccanti principali, ma ci sono anche Zaza, Falque e Warming più qualche altro giovane. Bisogna sfoltire il reparto?

“Direi di sì. Soprattutto Zaza, che in questi ultimi anni ha quasi sempre deluso, a parte qualche lampo come le due doppiette decisive con il Benevento e il Sassuolo. Però è poco rispetto a quanto è stato pagato e a quanto ci si aspettava da lui. Bisogna sfoltire: togliere un attaccante e aggiungere dei trequartisti”.

Tra i volti nuovi c’è Berisha, che tutti conoscono, e Warming. Che prima impressione le ha fatto il danese?

Warming è gracile, fisicamente non mi sembra adatto al campionato italiano dove i difensori non te la mandano a dire. Però diamogli tempo, vediamo. E’ una scommessa. E’ costato poco ed è giusto investire sui giovani. Andrà inserito piano piano, aspettiamo e vediamo”.

Il Torino nelle ultime due stagioni si è purtroppo caratterizzato per il numero di gol subiti, adesso in porta è stato promosso Milinkovic-Savic e in difesa ci sono Izzo, Bremer, Buongiorno, Lyanco e Djidji. Il reparto va rivisto oppure va bene così?

“Secondo me, la difesa va bene così perché ci sono giocatori di valore, non dimentichiamo che Bremer ha fatto miglioramenti, Izzo comunque era un Nazionale, Buongiorno è un giovane che si sta mettendo in luce e Lyanco, fra alti e bassi, ha ancora margini di crescita. Prima i trequartisti e poi, eventualmente, se c’è tempo e possibilità soprattutto sotto l’aspetto economico si può pensare di prendere un difensore, ma il reparto al momento mi sembra abbastanza a posto”.

Per quel che riguarda gli esterni, Singo, Vojvoda, Ansaldi e Aina, sono sufficienti per il gioco di Juric?

“Direi di sì, Singo a destra e Ansaldi e Aina, sul quale sembra che Juric punti molto, a sinistra mi sembra che possano offrire delle garanzie. Ripeto, questi sono discorsi che potranno essere fatti in futuro e soltanto quando saranno stati presi i trequartisti che servono per dare a Juric la possibilità di esprimere il suo gioco”.

In mezzo al campo ci sono Rincon, Mandragora, Baselli e Lukic. Concorda che il Torino sembra ben fornito?

“Sulla carta sì. Rincon, Baselli, Lukic e soprattutto Mandragora sono un buon gruppo, però possono rendere di più se Juric è in condizione di poter fare il suo gioco altrimenti vanno tutti in tilt gli esterni, i difensori e diventa poi problematico rimediare agli errori iniziali”.

Per finire, fra tutti i giocatori che ci sono in questo momento in ritiro c’è qualcuno che l’ha impressionata in particolare?

Verdi lo vedo molto determinato. Nelle partitelle è sempre nel vivo del gioco. Dovessi scommettere un euro lo scommetterei su di lui. Secondo me, riesce a riscattarsi quest’anno”.