ESCLUSIVA TG – M. Feltri: “La difesa non è adeguata alle ambizioni del Torino”

31.07.2016 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it
ESCLUSIVA TG – M. Feltri: “La difesa non è adeguata alle ambizioni del Torino”
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Mattia Feltri è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Feltri, giornalista inviato de La Stampa e tifoso del Toro, abbiamo parlato della sua squadra e di questo mercato estivo.

Vinta l’importante amichevole con il Benfica, sono arrivati Ljajic, Iago Falque, Lukic, Ajeti e Boyè. Che prima idea si è fatto del Torino di Mihajlovic?

“Per quel che riguarda le amichevoli, non do nessun peso perché si è sempre detto, non so se a ragione o a torto, che chi gioca bene d’estate gioca un po’ meno bene d’inverno e questo significa che le partite di luglio e agosto contano fino ad un certo punto.
Per quel che riguarda la campagna acquisti, anche se non è ancora conclusa, mi è piaciuta molto. Sono sempre stato un grande fan di Ljajic e sono convinto che sia potenzialmente un campione e spero che possa diventarlo nel Toro. Quello che ha fatto intravedere in questi anni sono potenzialità da fuori classe, si è fatto il paragone con Cerci e spero che la parabola sia quella, ma credo che Ljajic sia anche più forte. Iago Falque anche lui è un attaccante di prima fascia e viene dalla Roma come Ljajic che è stato anche all’Inter, quindi sulla carta abbiamo un terzetto d’attacco con Belotti che credo sia il più forte almeno dai tempi di Abedi Pelé, Rizzitelli e Silenzi, in seguito non ne ho visti altri così forti. Sono contento di questo e del fatto che Ljajic ha visto quello che volevano fare il Milan e la Fiorentina, ma poi questi club non pagavano ed è arrivato il Torino e ha pagato, si tratta di una sovversione anche dei rapporti di forza ai quali eravamo abituati da decenni. Questo mi ha dà grande fiducia. Io ero contento anche del campionato dell’anno scorso, quindi non posso che essere contento dei presupposti del prossimo”.

Ieri è stato preso anche Lukic, giovane che arriva dal Partizan Belgrado, magari non si può ancora considerarlo un titolare, ma è un giocatore di prospettiva per il centrocampo.

“Titolare da subito forse no, però, speriamo che sia bravo e che sia l’ennesima plusvalenza anche tecnica e non solo economica. Mi piace, soprattutto, che si siano molti giocatori che arrivano dal nostro settore giovanile Alfred Gomis, Barreca, Aramu e Parigini e forse resteranno quasi tutti, magari andrà via Parigini e mi spiacerebbe moltissimo, ma mi rendo conto che tutti non potranno rimanere. Da quello che ho capito Gomis dovrebbe partire titolare, Barreca siamo lì lì e Aramu è stato utilizzato molto finora. Tutti giovani che arrivano dalla Primavera, anche se non l’ultima, e questo non succedeva da molto tempo, se non ricordo male l’ultimo era stato Ogbonna ad arrivare in prima squadra e diventarne un titolare. E prima di Ogbonna era tempo che non succedeva che un giovane facesse il salto dal settore giovanile alla prima squadra, questo significa che, dopo i tanti errori commessi all’inizio, la società di Cairo si è messa a fare davvero le cose per bene”.

La rosa non è completa e lo stesso Mihajlovic l’ha ribadito. Manca un centrocampista da piazzare davanti alla difesa e forse non basta il giovane Lukic. C’è sempre il discorso Bruno Peres, che non si sa se resta e poi non è un terzino “puro” e anche Zappacosta ha caratteristiche non perfette per una difesa a quattro, quindi serve almeno un terzino destro in difesa. Che cosa ne pensa?

“Per quel che riguarda l’uomo davanti alla difesa, penso proprio che se ne debba prendere uno. Per essere precisi ce n’era molto bisogno anche l’anno scorso, pur giocando con il 3-5-2 mancava già un centrocampista che avesse i tempi del lancio più del mio adorato Vives. Spero che Vives rimanga al Torino perché è un giocatore che può essere utile in ruoli differenti e, forse, è più sottovalutato dai tifosi che dai tecnici che si stanno succedendo al Torino. Passando all’interno di centrocampo, Vives, può ricoprire anche questo ruolo, forse serve un giocatore, ma ci sono già Acquah, Benassi, Baselli e Obi e sono in quattro per due posti, però, se ne sarà preso un altro vuole dire che si riteneva indispensabile l’acquisto. Dopo tanti elogi devo dire che ho parecchi dubbi sulla difesa”.

Che cosa non la convince in difesa?

“La difesa, in tutti i suoi componenti, è stata costruita e pensata per utilizzare cinque uomini. Bruno Peres l’esterno basso in una difesa a quattro non lo può fare. Zappacosta in teoria sì, ma mi ricordo che due anni fa, quando era all’Atalanta, Reja l’ha messo a fare il quarto a destra in alto e non in basso ed è a centrocampo che ha disputato le sue migliori partite. A sinistra più o meno siamo nella stessa condizione perché Avelar, sempre che sia guarito dal lungo infortunio e che stia bene, è un terzino molto più bravo nella fase offensiva che in quella difensiva e anche nel Cagliari le cose migliori le faceva quando andava al cross, tirava le punizioni e anche i rigori, pero, mi ricordo che aveva preso qualche votaccio in pagella per errori difensivi, non perché fosse scarso, ma per la sua propensione ad agire in fase offensiva. In un centrocampo a cinque, come quello dell’anno scorso, sarebbe stato utilissimo e lo si era visto prima che si facesse male, ma adesso che il centrocampo sarà a tre potrà essere altrettanto utile? Molinaro ha già giocato in difese a quattro, ma anche lui qualche errore difensivo l’ha commesso e l’abbiamo visto tutti, meglio quando spinge in avanti. Barreca, come dicevo, mi sembra che Mihajlovic lo stia utilizzando molto e per questo sono contento. Credo che il suo destino dipenda molto da Avelar, se starà bene e Mihajlovic lo utilizzerà a contendersi il ruolo di prima riserva saranno Barreca e Molinaro, ma se Avelar non stesse sufficientemente bene allora per Barreca potrebbero aprirsi degli spazi, ma questo dipenderà da Mihajlovic. Noi tifosi possiamo avere una smisurata passione per il Toro e per i nostri giovani, ma non possiamo neanche mandarli allo sbaraglio, tanto più se crediamo e speriamo in loro.
Pensando ai centrali, a parte Maksimovic la difesa a quattro gli altri non la fanno. Moretti, che è un giocatore stupendo e al quale tutti vogliamo bene, storicamente ha fatto bene nella difesa a tre. Abbiamo degli esterni particolarmente offensivi e al centro è andato via Glik e non è stato sostituito”.

Fra i nuovi c’è Ajeti, che ha giocato nel Frosinone.

“Sì, certo, ma non sappiamo se è un giocatore che può dare certezze, in serie A ha disputato quindici partite, sarà adatto a sostituire Glik? Tanto è vero che mi sembra che in questo momento Mihajlovic punti su Maksimovic e Moretti come centrali difensivi. Gaston Silva con Ventura era partito come sostituto di Moretti e poi è stato utilizzato qualche volta come esterno alto, può quindi giocare in qualità di esterno a tre o a quatto. Bovo forse va via, ma non è certo lui che può cambiare gli equilibri.
Abbiamo un centrocampo che va configurandosi come una mediana molto buona, un attacco che è da Europa e una difesa che temo non sia sufficientemente adeguata alle ambizioni del Torino per questo io prenderei almeno un altro centrale e poi magari un terzino destro, ma vorrebbe dire che oltre a cedere Peres si deve dare via anche Zappacosta”.

Ma due terzini a destra bisogna averli, un titolare e la sua riserva.

“Sì, però, l’anno scorso si è preso Zappacosta, considerato uno dei più promettenti nel suo ruolo, a cinque milioni e lo si tiene in panchina il primo anno perché chiuso da Peres e il secondo perché non è abbastanza difensivo? Allora non ha senso l’investimento”.

Se si prospettasse per Zappacosta la panchina anche quest’anno molto probabilmente lui chiederebbe di essere ceduto.

“Certo, fossi in lui me ne andrei. Dopodiché anche lui deve decidere cosa vuole fare da grande perché se non è abbastanza bravo da fare il quarto a destra nel Torino, non so che cosa possa fare se non trovare una squadra che gioca con il centrocampo a cinque, ma non ce ne sono molte. Altrimenti fa il quarto alto, ma forse servirebbe un giocatore più fantasioso di lui. Non so, ma per il Torino la soluzione più semplice è puntare su Zappacosta e proteggersi prendendo un centrale affidabile da affiancare a Maksimovic. Moretti è bravissimo, ma può essere la prima alternativa”.

Finora non ha citato Jansson, non la convince del tutto?

“Jansson è alla terza stagione al Torino, ma non ha mai giocato moltissimo”.

C’è da dire che era chiuso da Glik e ha avuto problemi al ginocchio sinistro l’estate scorsa ed era stato operato.

“Sì, ma se uno è bravo prima o poi spazio lo trova e anche quando ha giocato a fine stagione ha disputato gare discrete, ma niente di eccezionale e credo che nessuno abbia pensato che si fosse trovato l’erede di Glik”.   

Gomis in due occasioni ha avuto incertezze costate il gol, Padelli sembra che nelle gerarchie iniziali sia destinato al ruolo di secondo e Ichazo o fa il terzo o va via. Serve un portiere?

“O si compra un portiere che dà scurezza e si manda Gomis a fare ancora un giretto per l’Italia oppure si punta decisamente su Gomis. Il ragazzo ha disputato tre stagioni in serie B, ed io l’ho seguito molto, ed ha fatto cose meravigliose e campionati di alto livello. Indubbiamente con il Renate e con il Benfica ha fatto due sciocchezze, ma credo che sarebbe sbagliato non puntare più su un portiere sul quale si era deciso di credere per due errori. Diciamola tutta, con il Benfica ha fatto il classico errore da portiere e con il Renate ha lisciato il pallone che voleva rinviare di piede, un infortunio che può succedere a qualsiasi portiere, anche a Buffon, perché o si pensa che Gomis non sia in grado di prendere la mira quando calcia, ma faremmo ridere i polli, oppure bisogna pensare che la palla gli sia saltata male e lui l’ha lisciata. Io, quindi, ridurrei il tutto a un unico errore, quello con il Benfica, e di conseguenza non ha senso non puntare su di lui, tanto più che fare bene in B non è banale, anzi molto indicativo e poi perché è un patrimonio del Torino. Inizierei senza dubbio la stagione con Gomis in porta, che può diventare per le potenzialità che ha uno dei sei-sette migliori portieri della serie A nel giro di un paio d’anni, altrimenti serve un portiere già “fatto e finito” e giusto per fare un nome direi Sportiello. Il Napoli, ad esempio, ha offerto sei milioni per Sportiello e se il Torino vendesse Bruno Peres avrebbe i soldi anche per un portiere di questo livello”.

Se dipendesse da lei a chi darebbe la fascia da capitano?

“Presupponendo che Vives non sarà titolare, mi sembra che ci sia un po’ d’imbarazzo nella scelta, ci sono tanti giocatori che sono da poco tempo al Torino. Benassi, come si è detto, andrebbe benissimo, ma anche Maksimovic, anzi, visto che il Torino ha deciso di blindarlo e di non venderlo né al Napoli né al Chelsea, a meno che non arrivi un’offerta folle che forse non arriverà, io lo ripagherei dandogli la fascia di capitano, in fondo ha già fatto tre stagioni al Torino ed è fra quelli che hanno una più lunga militanza in granata, Vives a parte, poi Maksimovic ha quasi venticinque anni quindi è maturo per questo compito. Permettetemi un altro inciso su Vives di cui sono calcisticamente innamorato perso. Arriverà sicuramente un centrocampista centrale più bravo di lui a costruire l’azione, ma spero che sarà altrettanto bravo a coprire la difesa e a tappare tutti i buchi, cosa che Vives fa da anni, quindi sempre Santo Vives e spero che rimanga. Tornando al fatto che prenderei un altro centrale difensivo, sono convinto che se non stiamo attenti la difesa può complicarci un campionato che altrimenti ci darebbe un sacco di soddisfazioni, ma se la difesa dovesse rimanere con gli attuali uomini e se Maksimovic per qualche ragione non potesse essere il capitano, allora la fascia dovrebbe andare a Moretti e il vice può essere Benassi”.

Per concludere, che aspettative ha per la stagione?

“Non sono di quei tifosi ai quali l’appetito vien mangiando. Vengo, come tanti di noi, da anni in cui si è fatto la fame, calcisticamente parlando, e già l’idea di avere pranzo e cena mi sembra tanto. Spero, quindi, che il Torino possa crescere rispetto alle ultime stagioni. Devo dire due cose. La prima, sono molto soddisfatto dalla politica intrapresa dalla società che permette di avere un continuo ricambio di giocatori, ne vengono venduti alcuni e presi altri e sempre di livello superiore. Nessuno fino a poco tempo fa avrebbe mai pensato che il Torino potesse prendere Ljajic e, invece, è arrivato. Quando Ljajic fece quel grande campionato a Firenze poi andò alla Roma e ricordiamoci che noi non eravamo riusciti a prenderlo neppure l’anno prima, quando lui non riusciva a trovare spazio nella Fiorentina, quindi mi sembra che da questi dettagli, che in verità non sono tanto dei dettagli, si capisce come sia cambiata la politica della società e questo mi rende molto soddisfatto. La seconda, e l’avevo già detta in un’altra intervista che mi aveva fatto, quando il Torino a Natale è salvo mi sembra che il suo dovere l’abbia già stato fatto, dopodiché se viene qualche cosa di più io sono, come tutti gli altri, contento. Vivo a Roma e quando giro per la città e mi chiedono per chi tifo dico che sono del Toro, non me ne sono mai vergognato, ma adesso lo dico con una punta d’orgoglio in più e a me sembra tanto”.