Il mercato granata? Voto 8

02.02.2010 17:43 di  Giulia Borletto   vedi letture
Fonte: Michele Criscitiello per TMW
Il mercato granata? Voto 8
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© foto di Federico De Luca

Già si può dire che Petrachi ha compiuto un'im­presa, se si considerano fred­damente solo i numeri. Gli era stato chiesto di varare una ri­voluzione tra entrate e uscite, ma più ancora era convinto lo stesso ds della necessità di co­tanto ribaltone (già lo pensava quando era soltanto un osser­vatore esterno della realtà gra­nata: figuratevi quando ha co­minciato a mettere piede nello spogliatoio). Alla fine della fie­ra, tra prestiti gratuiti e sven­dite, Petrachi ha ingaggiato addirittura 12 giocatori (sol­tanto Pià è stato condiviso con Foschi, all'epoca ancora in sel­la), cedendone ben 9. Dunque 21 le operazioni compiute in un mese: è davvero un record, a gennaio. La morale, senza però entrare ancora nella valu­tazione prettamente sportiva? Rivoluzione doveva essere, ri­voluzionata è stata. Tra le pie­ghe delle trattative non si può poi non sottolineare anche l'ef­ficacia del lavoro svolto dal se­gretario generale Ienca, so­prattutto nel mettere subito i nuovi giocatori a disposizione di Colantuono con tessera­menti lampo (anche la cura de­gli aspetti burocratici e regola­mentari è fondamentale). Buona quindi la scelta di Petrachi da parte del Presidente Urbano Cairo che adesso vuole raccogliere sul campo i frutti del mercato. Poteva Cai­ro sperare di meglio? Oggetti­vamente no, anche se il patron è noto pure per essere un im­prenditore incontentabile. Il conteggio tiene oltretutto con­to anche della disponibilità di Cairo a pagare fino a giugno parte degli ingaggi di Pisano, Di Michele, Loviso e Colom­bo, pur di riuscire a cederli. Anche dal punto di vista esclu­sivamente finanziario la mora­le è la stessa: massimo risulta­to col minimo sforzo. D'altra parte Petrachi, quando a fine dicembre arrivò a Torino, si era presentato senza troppe ceri­monie, dicendo di se stesso: «Nel calcio sono chiamato il si­gnor Parametro Zero».