Bandecchi offende Gravina. Il presidente adirà per vie legali

31.05.2023 17:32 di  Marina Beccuti  Twitter:    vedi letture
Bandecchi offende Gravina. Il presidente adirà per vie legali
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© foto di Uff. Stampa Ternana

Non era stato per niente gentile Stefano Bandecchi, presidente della Ternana, eletto anche sindaco della città umbra nelle ultime elezioni amministrative, nei confronti del presidente federale Stefano Gravina. Chiamato a commentare la sentenza Juve dopo il patteggiamento, Bandecchi aveva detto, tra le altre cose: "Lo sport deve adattarsi alla giustizia regolare, se è dimostrato che hai rubato vai in galera, punto e basta. Secondo me la Juventus ha rubato? Sì, le indagini dicono questo.Con tutto il rispetto per Gravina penso che debba cambiare spacciatore. Ha detto qualcosa di gravissimo per un uomo con una carica come la sua ("Ritengo sia il risultato più bello per il calcio italiano. Ci auguriamo di aver riportato serenità", le parole del presidente della Figc).

Secondo l'Ansa, la Procura della Federcalcio avrebbe aperto un fascicolo su tali dichiarazioni, con Gravina che intende chiedere l’autorizzazione ad adire per vie legali, a tutela della sua immagine e di quella della stessa Federazione.

Bandecchi a sua volta ha poi spiegato il perchè delle sue parole.

"Intendo precisare di non aver mai avuto intenzione di offendere il presidente federale Gabriele Gravina, rinnovando nel contempo la totale stima verso l'operato del presidente federale da sempre sostenuto anche nelle sedi e nelle assemblee istituzionali. Il sottoscritto ha in realtà risposto ad una affermazione di un giornalista che attribuiva alle parole del presidente federale sul patteggiamento della Juventus dinanzi al Tribunale Federale un significato per il quale era più importante salvaguardare un asset economico piuttosto che le normative nella specifica materia. Non condividevo tale affermazione e precisavo nel prosieguo dell'intervento che 'se quelle erano effettivamente le parole pronunciate dal Presidente Gravina', quest'ultimo avrebbe male espresso un concetto basilare, non essendo possibile anteporre l'interesse di un singolo soggetto alla giustizia che deve essere equa ed eguale per tutti".