Il mercato del Torino all’insegna delle scommesse, ma almeno è stato ceduto chi non rientrava nei piani tecnici. VOTO: 6, ma solo confidando che Juric tragga il meglio dai nuovi

02.09.2022 11:30 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Cairo e Vagnati
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Cairo e Vagnati
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Ivan Juric alla fine dello scorso campionato aveva chiesto 10 giocatori con caratteristiche precise per alzare il livello qualitativo della squadra e provare a portare il Torino in Europa. Ha poi rinviato di qualche giorno l’inizio della preparazione estiva e ha dovuto aggregare per il ritiro parecchi giocatori della Primavera per avere un numero sufficiente di elementi per gli allenamenti perché sapeva che non avrebbe più avuto a disposizione Belotti (capitano che dopo 7 anni non ha rinnovato), Bremer (che sarebbe stato ceduto per fare cassa), Praet, Mandragora, Pobega, Brekalo (non voleva essere riscattato), Pjaca e Ansaldi, Warming (che sarebbe stato mandato a farsi le ossa altrove) e Pellegri, l’unico che alla fine è stato ripreso dopo che però non era stato riscattato. Il giorno del raduno, il 4 luglio, al Filadelfia come volti nuovi ha trovato Bayeye proveniente dalla Serie C e prima di partire per il ritiro in Austria gli è stato consegnato Radonjic. Come è noto a Waidring ha avuto una lite molto accesa con il direttore sportivo Vagnati e al rientro a Torino il 1° agosto è arrivato Lazaro e nove giorni dopo, nel frattempo c’era stata la prima gara che contava della stagione in Coppa Italia con il Palermo neo promosso in B e relativa vittoria, si è visto recapitare il diciottenne Ilkhan. Il giorno successivo Miranchuk e Vlasic giusto in tempo per la prima di campionato del 13. E infatti lui li ha utilizzati, peccato che il russo dopo aver segnato il gol che ha sbloccato la partita si sia fatto male e si spera che rientrerà, dopo la sosta per le partite della Nazionale, il 1° di ottobre in occasione della gara con il Napoli. Intanto alla vigilia dell’esordio in campionato il nuovo capitano nonché il migliore degli uomini in rosa Lukic gli aveva comunicato che non sarebbe partito alla volta di Monza per problemi con la società relativi al rinnovo del contratto. Ammutinamento che poi è rientrato dopo le scuse del giocatore che di conseguenza è stato reintegrato. Per avere il sostituto di Bremer (era stato ceduto alla Juventus il 20 luglio), Schuurs, ha dovuto attendere fino al 18 agosto due giorni prima della sfida con la Lazio che è stata pareggiata. Poi ancora giorni di attesa nella speranza di nuovi rinforzi e la partita vinta con la Cremonese, altra neo promossa, Ed infine ieri, poco prima che mandasse in campo la squadra per affrontare l’Atalanta a Bergamo, dopo che da giorni chiedeva almeno ancora un centrocampista per aumentare la forza e la sostanza in mezzo al campo e un attaccante gli è stato preso Karamoh dal Parma, squadra che disputa il campionato di Serie B. E a Bergamo è arrivata la prima sconfitta ed è sfumata la possibilità di restare in vetta alla classifica.

Più volte in conferenza stampa, sia prima sia dopo le partite, l’allenatore del Torino parlando dei nuovi arrivati ha detto “abbiamo preso giocatori che sulla carta sono ottimi, ma che hanno fatto fatica nelle ultime stagioni” riferendosi a Vlasic, Miranchuk, Radonjic e Lazaro. L’unico che ha definito “fuori dal contesto” per adattarsi e capire il suo gioco è Miranchuk poiché proveniente dall’Atalanta di Gasperini. Su Seck prima della partita con il Monza aveva detto: "La sua crescita si percepisce tanto, ma in questo momento deve chiarirsi le idee: non sarà convocato perché ha idee un po’ diverse. Vediamo che cosa succede” e poi prima del match con l’Atalanta: "Si sta allenando normalmente. Resta? Tutto normale ...". ed infine nel post gara con l’Atalanta: “Non ho dubbi su di lui, conosco le sue qualità: ha accelerazioni e cambio di ritmo, deve migliorare nella finalizzazione”. E relativamente a Ilkhan: “Un ragazzino veramente giovane, però vediamo là davanti cosa farà”. Per quel che riguarda Schuurs “Ha tanto da lavorare sia sul piano tattico sia su quello fisico: deve alzare di tanto il livello. Mi sembra un ragazzo predisposto a lavorare bene e vedremo, ma c’è tanto fa fare sulla tattica”. E su Bayeye: "E’ un ragazzo interessantissimo e in teoria sarebbe perfetto che andasse a giocare un anno in B in modo da crescere visto che l’anno scorso giocava in Serie C. Ma in questo momento manchiamo di elementi quindi, secondo me, non andrà via e potrà avere le sue opportunità". E chissà che cosa dirà dell’ultimo acquisto Karamoh. Alla vigilia dell’inizio del campionato Juric parlando della preparazione aveva affermato: “Penso che abbiamo buttato al vento 40 giorni e avremmo potuto lavorare meglio ed essere sicuramente più pronti”. Poi sono arrivate le vittorie con il Monza neo promosso, il pareggio con la Lazio a reti inviolate dove come ha detto il mister “Controllavamo la gara, ma dovevamo essere più incisivi in attacco e fare gol”, la vittoria con la Cremonese, altra neo promossa, e la sconfitta di ieri sera con l’Atalanta per tre a uno.   

Ma questo Torino è più o meno forte di quello dell’anno scorso che pur tra difficoltà arrivò al decimo posto? Secondo Juric: "E’ sempre il solito discorso di quando si fanno tanti cambi perché possono capitare entrambe le cose: andare meglio o peggio. Dipende dai nuovi e da quanto sono forti. Credo molto nel migliorare i giocatori, ma dipende da quanta predisposizione hanno nel volerlo e quanto il loro fisico glielo permette”. L’intento di Juric è quello di: “Portare Radonjic al massimo livello per tutte le partite. Vlasic deve tornare ai livelli di quando era a Mosca. Sanabria deve impazzire e fare tanti gol. Pellegri, altro giocatore che non ha mai fatto una partita intera in carriera, deve esplodere”. E l’allenatore del Torino da persona con i piedi ben saldi a terra e che dice le cose come stanno: Non abbiamo certezze: speriamo di vincere le scommesse.

Il Torino è cambiato molto con l’innesto di 8 nuovi giocatori dei quali 4 a titolo definitivo, Bayeye, Ilkhan, Schuurs e Karamoh, ai quali va aggiunto Pellegri e 4 in prestito senza obblighi di riscatto, Radonjic, Lazaro, Miranchuk e Vlasic, ma resta la grande lacuna che non è stato preso chi in avanti abbia la visione complessiva del gioco e che sappia dettare i tempi ricevendo palla e innescando l’azione stando fra la linea di centrocampo e quella dell’attacco, insomma quel rifinitore che l’anno scorso corrispondeva al nome di Praet. Va dato atto al Torino che finalmente sono stati ceduti i giocatori che da tempo non rientravano nei piani tecnici e che pesavano a bilancio alla voce stipendi elevati: Izzo, Verdi e Zaza, quest’ultimo ha rescisso. Resta sullo sfondo l’incognita portiere perché come l’anno scorso Milinkovic-Savic è partito titolare e sta convincendo, ma poi nella seconda parte del campionato passato ebbe un calo e il suo vice Berisha gli soffiò il posto, ma pur facendo parate importanti non sempre ha convinto. I giocatori arrivati sono delle scommesse, sono andati via Bremer, Belotti, Pobega, Mandragora e Praet non sostituiti con altri di valore simile, manca un rinforzo per il centrocampo che aggiunga forza e sostanza e non c’è un attaccante che garantisca di andare in doppia cifra avvicinandosi alla quindicina di gol per cui IL VOTO CHE SI PUO’ DARE AL MERCATO DEL TORINO E’ UN NON ESENTE DA UN PO’ DI GENEROSITA’ E INCORAGGIANTE 6, ovviamente confidando che Juric tragga il meglio dai nuovi e come dice il mister gli infortuni, e lo si è già visto, non mettano troppo il bastone fra le ruote.