La vittoria sul Benfica dice che la strada intrapresa dal Torino è giusta

I granata vincono la Eusebio Cup. Spunti positivi e riflessioni emergono dalla gara con il Benfica. Dal mercato si attendono rinforzi in particolare per il centrocampo.
28.07.2016 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it
La vittoria sul Benfica dice che la strada intrapresa dal Torino è giusta
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Il Torino non tornava a giocare a Lisbona dal 3 maggio 1949 quando gli Invincibili disputarono la loro ultima partita proprio contro il Benfica. Ieri sera all’Estádio Da Luz è sceso in campo il Torino di Mihajlovic alla sua prima amichevole con un avversario di livello superiore. Dopo i tempi regolamentari, finiti uno a uno con autogol di Vives prima e poi rete di Ljajic su punizione, ai calci di rigore i granata hanno prevalso sui lusitani, risultato finale sei a sette. Dagli undici metri non hanno fallito Baselli, Aramu, Boyè, Martinez, Maxi Lopez e Silva, che hanno battuto Julio Cesar, mentre per il Benfica sono andati a segno Raul, Jonas, Grimaldo, Samaris e Pizzi, ha sbagliato, invece, Lindelof, che ha mandato la palla sulla traversa della porta difesa da Padelli. Si tratterà pure di un confronto estivo, ma la vittoria dell’Eusebio Cup è comunque un risultato positivo per il Torino che fa morale, ottenuto per giunta in una gara con una squadra che per la terza volta consecutiva risulta essere la più forte del Portogallo e vanta un palmares importante avendo vinto trentacinque titoli nazionali, venticinque coppe nazionali, sette coppe di Lega e quattro Supercoppe del Portogallo. Mentre a livello internazionale ha giocato sette finali di Coppe dei Campioni vincendone due e ha conquistato una Coppa Latina. Inoltre ha partecipato a due edizioni di Coppa Intercontinentale e a tre finali di tra Coppa Uefa ed Europa League senza, però, vincerle.

Mihajlovic schiera quella che oggi è la formazione tipo con in attacco il tridente formato da Ljajic, Belotti e Iago Falque, Gomis in porta, Zappacosta, Maksimovic, Moretti e Molinaro in difesa e Acquah, Vives e Obi a centrocampo. Il Torino inizialmente subisce la pressione dei padroni di casa e, infatti, finisce per andare sotto di un gol, quando, dopo una rimessa laterale, Gomis in uscita alta non trattiene il pallone e Vives per anticipare Mitroglou la spedisce nella propria porta. Dopo undici minuti l’essere in svantaggio poteva rendere la serata complicata per i granata che, però, non si sono lasciati abbattere e, forse perché già hanno un po’ assimilato la mentalità vincente di Mihajlovic, sno andati caparbiamente alla ricerca del pareggio tutte le volte che il Benfica concedeva loro spazi per avanzare. Alla mezzora Ljajic confeziona una delle sue punizioni senza lasciare scampo a Lopes: tiro da venticinque metri, traiettoria perfetta e palla sotto l’incrocio dei pali, era da tempo immemorabile che nel Torino non vi vedeva un giocatore battere così le punizioni. Poco alla volta il superiore valore tecnico degli uomini a disposizione di Rui Vitória si faceva meno evidente e anche la condizione fisica, dovuta a una preparazione già più avanti, non risultava determinante.
Nella ripresa, inizialmente, Mihajlovic avvicenda solo Obi con Baselli, mentre nelle file del Benfica i cambi sono ben sei. Mitroglou, Semedo, Fejsa, Paulo Lopes, Salvio e Cervi lasciano il posto a Raul, Carrillo, Pizzi, Julio César, Samaris e Almeida. Pizzi sfiora il vantaggio con un tiro di destro di pochissimo oltre il palo, ma con Gomis sulla traiettoria. Nell’occasione Molinaro in area si era allungato troppo la palla. Il mister granata al quindicesimo dà il via a sostituzioni più massicce: in campo Padelli, Gazzi, Martinez e Maxi Lopez al posto di Gomis, Vives, Iago Falque e Belotti, quest’ultimo perdeva sangue dal sopracciglio dopo una gomitata involontaria di Lisandro. Rui Vitória toglie Guedes e Lisandro e manda in campo Jonas e Lindelof (19’). Dopo i cambi una punizione di Almeida è deviata da Baselli, che resta a terra per qualche istante stordito dal colpo. Maxi Lopez si esibisce in una grande giocata che gli serve per liberarsi, ma Julio Cesar gli impedisce la gioia del gol (21’). Alla metà del secondo tempo altri cambi. In campo Aramu, Peres, Silva e Boyè per  Acquah, Zappacosta, Moretti e Ljajic. Una conclusione dalla distanza di Martinez a dieci minuti dalla fine non risulta vincente. Gli ultimi cambi del Torino sono Maksimovic e Molinaro per Ajeti e Barreca (37’). Nel finale il Benfica va vicino tre volte al gol: Raul, in girata manda di poco a lato, Jonas, respinta di Padelli, e Luisao, stampa la palla sul palo.

Il Torino è in fase di rodaggio. Gomis evidenzia delle incertezze che finora non hanno mutato l’idea di Mihajlovic di puntare su di lui come titolare e di tenere in qualità di secondo Padelli e di terzo Ichazo, ma nelle prossime amichevoli dovrà dimostrare maggiore sicurezza, perché per ottenere un piazzamento utile per l’Europa League serve un portiere sempre affidabile. A tratti il Torino non solo ha tenuto testa al Benfica, ma lo ha messo anche alle corde grazie a una buona organizzazione in campo, però, non sono mancati errori evitabili, anche se abbastanza fisiologici in fase di preparazione estiva. Lo spirito propositivo del gruppo si evince nelle ripartenze, ma c’è ancora da lavorare per quel che riguarda l’intesa generale e sui movimenti che non sono stati ancora da tutti assimilati, ma il passaggio da una difesa a tre a una a quattro prevede qualche difficoltà.
Il nuovo ciclo di Mihajlovic è iniziato con il portare un trofeo in bacheca, sicuramente un buon auspicio, ma dal mercato devono venire almeno un paio di rinforzi per il centrocampo che coniughino qualità e personalità, doti indispensabili sia in fase difensiva sia in quella offensiva e al momento un po’ carenti, infatti, non bastano giocatori che hanno solo a tratti spunti interessanti. Tutto questo sempre che resti Maksimovic ed è ovvio che se Peres dovesse andare via allora occorrerà anche un altro terzino destro.