LIVE Juric: "Domani ascolterò le idee di Cairo: voglio vedere se c'è possibilità di progredire e andare avanti. Se accade come l'estate scorsa non resto"

03.06.2023 21:14 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Dall'inviata al Grande Torino Olimpico Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric

L’allenatore del Torino, Ivan Juric, fra poco in conferenza stampa commenterà la partita con l’Inter.

Domani incontrerà Cairo, ha dubbi sul rimanere al Torino?
"No, domani ci troviamo perché in questo periodo eravamo tutti concentrati sui risultati e ascolterò cosa si pensa di fare, quali sono le idee della proprietà. Ci sono tante  incognite, tanti giocatori che non sono nostri, è quindi normale ascoltare e sentire quali sono le idee del presidente"

Cosa la farebbe rimanere?
"Sono veramente felice al Torino e ringrazio la società che mi permette di  lavorare in totale autonomia e libertà. Mi piace fare le cose, costruire le piscine, il recupero dei giocatori, mettere le persone di qualità: lavorare in totale libertà. E questo per me è bello. Per questo sono molto soddisfatto e felice, in altri posti non è proprio così e magari ci sono più difficoltà in certe situazioni. Domani faremo una bella chiacchierata, riunione e io voglio vedere solo cosa pensa il presidente: lui è il capo, lui vede, lui sa cosa vuole fare e io lo ascolterò bene e poi vedrò se c'è la possibilità, pur sapendo che non si possono fare cose che si fanno in altre società, di progredire e andare avanti"

Domani andrà da Cairo con l'animo di chi spera di restare o di chi è scettico?
"Il primo. Come ho detto, dico grazie per la libertà che il mio staff ha qui  perché è tanta, non siamo mai messi in discussione e lavoriamo. C'è l'idea di alzare l'asticella del nostro lavoro, dello staff medico: vogliamo crescere. E' chiaro che poi ci sono altre componenti, quest'anno è stato molto faticoso, specialmente all’inizio e anche la lite fra me e Vagnati è stata una conseguenza di cose non fatte bene e allora vai fuori di testa perché non hai giocatori da allenare. Ora la situazione è un po' migliore, perderemo un po’ meno giocatori, ma è chiaro che tutti vogliamo crescere. Se non si faranno certe cose diventerà veramente difficile tenere tutto il gruppo. Non è facile. Quest’anno, specialmente all’inizio è stato molto duro e difficile"

Cosa vi siete detti alla fine della partita quando vi siete riuniti tutti in cerchio?
"C'è stato un po’ di rammarico per non aver ottenuto l'ottavo posto. Anche oggi la squadra ha spinto tanto e nel secondo tempo ha creato tanto e sono stati bravissimi prima Handanovic e poi Cordaz Abbiamo avuto tante situazioni pericolose. I ragazzi, per me, sono stati stupendi e io li ho ringraziati e poi ha parlato anche Rodriguez. Specialmente chi ha giocato di meno da Bayeye ad Adopo non hanno mai fatto vedere di essere scontenti e in allenamento hanno sempre dato il massimo e questo ci ha permesso di essere un gruppo forte, sempre sul pezzo e competitivo in tutte le partite. Il mio ringraziamento va molto a chi ha giocato meno, ma si è sempre allenato bene"

I tifosi vogliono bene a lei e alla squadra e i cori e gli applausi alla fine lo hanno ribadito,  ma sono preoccupati sul suo destino e non vogliono che se ne vada.
"Rispetto a Verona, non sono riuscito a creare quell'ambiente. Setti era contestato, ma poi dopo due partite  nessuno più parlava perché la squadra giocava bene a calcio e i tifosi si divertivano e basta. Qui abbiamo sempre avuto positività, come oggi è stato dimostrato, e i ragazzi sono contenti perché sentono la vicinanza dei tifosi. Quando si va in centro a passeggiare a San Salvario sento la vicinanza, la gente è contenta e felice. Ma diciamo che non sono riuscito ad avvicinare la società ai tifosi. In alcune partite si esalta questa spaccatura e a volte percepisci questa scontentezza non verso la squadra, ma più verso la proprietà. Mi spiace non essere riuscito ad avvicinarli. Come ho detto prima, da quando sono qui posso solo ringraziare. Ci sono problemi, ma anche tantissime cose fatte bene: tanto lavoro, il settore giovanile. Tutti si sono spaccati di lavoro da Vagnati e il suo staff a Moretti e abbiamo alzato il livello su tutto  lavorando veramente bene e tanto su tutte le problematiche, ma quell’aspetto non sono riuscito a sconfiggerlo o almeno a farlo dimenticare un po’"

E' convinto che sia un suo dovere di allenatore riuscire ad avvicinare i tifosi alla società?
"Io voglio amore. Con D'Amico parlavamo sempre di amore nel centro sportivo, del dottore verso i giocatori, del cuoco. Empatia, amore tra di noi perché per me l’empatia, l’unione e le piccole cose  portano punti. Al Filadelfia non sono contento di tutto, ma abbiamo un po' più di empatia rispetto a prima e trattiamo un po’ meglio i giocatori, che si sentono più amati. Andiamo verso la giusta strada, ma dall’altra parte manca l'aspetto di unione totale tra società e tifosi in modo che tutti abbiano lo stesso obiettivo. A Verona e a Crotone ero riuscito, ma qui non sono riuscito a trasmettere che siamo tutti un'unica cosa”

Forse sta anche a Cairo e alle sue mosse far avvicinare i tifosi alla società.
“Le aspettative del Toro e la storia del Toro dice che devi lottare per obiettivi prestigiosi, ma la realtà dice che non hai il potere economico come le altre società. Il presidente ha fatto tanti passi in avanti, ma in passato ha sbagliato acquisti spendendo tanti soldi e poi le annate sono andate molto male, per questo dico che bisogna lavorare molto bene senza pensare di fare cose allucinanti. Vediamo come pensa il presidente che debba proseguire l'azienda Torino".

Scommetterebbe sulla sua permanenza?
"Domani ci parliamo e vediamo. Ci sono veramente tante situazioni aperte, è importante vedere cosa si vuole fare"

Se domani le dicono che non si riscattano Vlasic, Miranchuk e Lazaro, che Schuurs sarà venduto cambierà la sua idea e c’è la possibilità che lei dica che non resterà?
"E' chiaro. Se l'obiettivo è questo, è tutto abbastanza inutile. Ciò che è successo l'anno scorso è stato molto pesante, ma molto pesante. Alcuni li riesci a sostituire, altri però non ci siamo riusciti minimamente o abbiamo sbagliato alcuni acquisti e diventa tutto molto difficile. E'chiaro che certe cose sono importanti. Schuurs? Come ho detto ieri, ogni giocatore ha il suo prezzo e si valuta, però su certe cose come i riscatti e la disponibilità bisogna avere idee molto più chiare e che non si ripetano cose tra me e Vagnati, anche se lui non c'entra niente, perché sei disperato. Questo sicuramente bisogna evitarlo".