Perché mai Cairo dovrebbe comprare lo stadio Olimpico!

L’impianto è gravato da 38 milioni d’euro d’ipoteche e non è funzionale alle partite di calcio né all’interno né all’esterno.
17.10.2014 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Perché mai Cairo dovrebbe comprare lo stadio Olimpico!
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Premessa: chi scrive non sta facendo una campagna pro Cairo e in questo caso specifico non vuole entrare nel merito delle questioni che riguardano la squadra. Detto ciò è evidente che la tendenza nel mondo del calcio, soprattutto di quello internazionale, è che i club abbiano uno stadio di proprietà che sia fruibile non solo in occasione delle partite, ma se non proprio sette giorni su sette non meno di cinque alla settimana, quindi è giusto che anche in Italia le società facciano di tutto per avere uno stadio di proprietà, come ha già fatto la Juventus per prima. Prendendo il buon esempio anche il Torino dovrebbe avere un suo stadio e in teoria c’è l’ex Comunale, oggi Olimpico, che potrebbe passare di proprietà dal Comune al Torino Fc.

 

Già, in teoria. Perché in pratica solo un presidente di una società di calcio pazzo lo comprerebbe. Lo stadio è gravato da ipoteche per 38 milioni di euro, anche se questo gravissimo impiccio potesse essere superato detraendo il costo delle ipoteche dalla cifra d’acquisto, ci sono altri motivi che sconsigliano di acquistarlo. Lo stadio, che era stato trasformato per le cerimonie d’inaugurazione e di chiusura dei giochi olimpici invernali del 2006, non è assolutamente adatto al calcio: gli spalti sono troppo distanti dal terreno di gioco, gli spazi interni andrebbero ripensati e resi più funzionali a tutte le attività di corollario a una partita. A cominciare dalle gradinate, infatti, basta esserci stati una volta per sapere che persone non più giovanissime e bambini, ma non solo loro, fanno molta fatica a salire e raggiungere il proprio posto per l’altezza dei singoli gradini ed è un miracolo se finora nessuno è ruzzolato giù spaccandosi la schiena o la testa e  i posti per i diversamente abili non offrono una visuale ottimale. Per passare a quelli per le interviste e alla tribuna stampa dove i posti sembrano banchi per bimbi di prima elementare e non c’è uno straccio di monitor per vedere in tempo reale i replay. Per finire con i punti di ristorazione, tanto per fare qualche macroscopico esempio. Anche all’esterno dovrebbero essere costruiti dei parcheggi in modo che non s’intasino do macchine, come avviene adesso, le vie circostanti ogni volta che si disputa una gara o c’è un concerto. Per adeguare l’Olimpico  bisognerebbe se non proprio ricostruirlo dalle fondamenta effettuare dei lavori molto importanti per modificarlo dentro e fuori, lavori che comporterebbero tempi di realizzazione lunghi che costringerebbero la squadra granata a giocare altrove per circa un campionato e costi molto elevati.

 

Giusto quindi che a Cairo non passi neppure per l’anticamera del cervello di comprare lo stadio Olimpico, come dargli torto. Allo stesso tempo però bisogna risolvere le questioni relative ai costi d’affitto dell’impianto senza che il Torino Fc si sveni e senza che nelle casse comunali entrino troppo pochi soldi, stante anche il periodo di grave crisi economica. La soluzione migliore sarebbe poter abbattere lo stadio e vendere a prezzi di mercato l’area a chi volesse utilizzarla come zona residenziale e far sì che il Torino Fc all’interno dell’area comunale o al massimo nelle immediate vicinanze trovasse un luogo adatto e con terreni a un prezzo ragionevole e si costruisse il suo stadio funzionale alle partite di calcio e fruibile sette giorni su sette. Ci vorrebbe un po’ di buon senso e una soluzione adeguata per tutti la si troverebbe, ma siamo in Italia e in particolare a Torino.