Gallipoli, Giannini spiega i motivi del suo ritorno

11.02.2010 10:44 di  Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Alessio Alaimo per TMW
Gallipoli, Giannini spiega i motivi del suo ritorno
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© foto di Federico De Luca

Giuseppe Giannini torna sui suoi passi e quindi in sella alla panchina del Gallipoli, la stessa panchina che aveva abbandonato appena due giorni fa a causa di alcune divergenze con la società pugliese. Tuttomercatoweb ha affrontato l'argomento proprio con il Principe , che ha fatto luce su alcune situazioni.

Mister, a Gallipoli state vivendo una situazione un po' movimentata. Che succede?
"Si, movimentata e difficile però vogliamo continuare a lottare e fare bene. Fin adesso ci siamo riusciti, anche se con mille difficoltà. Adesso viene la parte più impegnativa, perché nella seconda parte del campionato le squadre sono sempre più attente, concedono sempre meno e i punti diventano pesanti. Sarà dura però vogliamo e dobbiamo continuare il cammino iniziato il 12 agosto".

Si era dimesso ma ha deciso di tornare. Perché?
"Alla squadra e al comportamento dei tifosi non potevo restare indifferente. Ho valutato attentamente e queste due componenenti mi hanno portato a tornare sui miei passi e ripartire. Con i ragazzi c'è un rapporto eccezionale e questa è la forza del Gallipoli".

E con il presidente?
"Ci siamo chiariti, abbiamo parlato e ci siamo confrontati riaffrontando le cose che aveva detto nei miei confronti dopo la partita, le offese che mi aveva fatto. Siamo così arrivati ad un punto che doveva smentirle davanti a tutti e oggi c'è stata questa smentita così siamo ripartiti più liberi da pensieri che potevano essere reciprocamente negativi".

Come spiega la singolare protesta dei suoi giocatori in occasione della partita contro il Grosseto?
"I ragazzi me lo avevano accennato verso le 18. Nel mio piccolo gli avevo consigliato di non farlo, perché io già la mattina avevo rassegnato le dimissioni alla proprietà e questa protesta poteva essere intesa come un mio modo di organizzare qualcosa contro la società. I ragazzi hanno continuato e deciso di farlo perché erano arrivati ad un punto di non ritorno sotto il profilo dei rapporti con la società".